Omaggio a De Nittis, artista impressionista e cantore della modernità: novanta dipinti in mostra

A Palazzo Reale l’esposizione che ha già raccolto 13 mila prenotazioni Dalle vedute sul Vesuvio, alla Parigi imbiancata e al fascino del Giappone

Colazione in giardino

Colazione in giardino

Milano, 24 febbraio 2024 –  Amato e adottato da Parigi, dalla città natale di Barletta, "nelle Puglie", quindi da uomo del Sud, diventerà il cantore della modernità e della mondanità parigina, l’occhio acuto che cattura l’energia di una città in trasformazione.

Giuseppe De Nittis (1846- 1884) morirà troppo presto, per un ictus, ma sulla sua lapide Alexandre Dumas figlio fa incidere "Qui giace Joséph de Nittis morto a trentotto anni nella piena giovinezza, in piena gloria come gli eroi e i semidei".

Giovinezza, vita, amore per la modernità, un successo di mercato enorme, transitato attraverso i Salon parigini, la prima mostra degli Impressionisti nel 1874 e le grandi Esposizioni universali (nel 1878). Non sempre apprezzato dalla critica che a torto e "superficialmente" lo riteneva "artista facile".

Milano celebra il talento di De Nittis con la mostra che apre oggi a Palazzo Reale, sino al 30 giugno, (13 mila già prenotati) curata da Fernando Mazzocca e Paola Zatti: novanta dipinti fra olii e pastelli provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private italiane e straniere fra cui il Musée d’Orsay e il Petit Palais di Parigi e una selezione di opere dalla Pinacoteca De Nittis di Barletta che le ha ricevute grazie al lascito testamentario della vedova Léontine. Soprannominato "l’impressionista italiano" perchè vicino a Edgar Degas, Gustave Caillebotte ed Edouard Manet, etichetta riduttiva, aveva invece una sua autonomia e una "caratura internazionale" che come spiega la curatrice Paola Zatti, sarà colta e valorizzata da Vittorio Pica, un grande critico d’arte, anima delle prime Biennali veneziane, il quale "nel 1914 organizza una personale dedicata a De Nittis. In lui vede un artista internazionale non solo per la consonanza di intenti con gli Impressionisti ma anche attraverso lo studio dell’arte giapponese". Un grande artista. Lo dimostra nelle opere a pastello, oltre che con lo studio meticoloso nell’uso dei colori, del taglio "quasi fotografico" dei dipinti, mai banale, appunto moderno. Come i piccoli studi sulle Falde del Vesuvio o i delicati ventagli di seta dipinti ad acquerello che dimostrano il suo interesse per il Giappone. Fra le opere in mostra a Palazzo Reale, Westminster, apprezzatissimo nell’Esposizione di Parigi del 1878, e anche l’ultimo capolavoro, La colazione in giardino , una sorta di testamento, dove ritrae moglie e figlio, e in primo piano un tovagliolo e una sedia vuota, la sua. Morirà il 21 agosto 1884, nella sua amata casa di campagna, a Saint Germain-en-Laye, dove aveva cercato rifugio negli ultimi anni della vita.