Milano - "Le Regioni avevano chiesto di anticipare la data per una parziale riapertura. Mi sembra che il governo sia andato in quella direzione ponendo al centro gradualità e buon senso. Era fondamentale che l'Italia potesse avere una prospettiva, una speranza. Certe categorie economiche erano arrivate ormai alla disperazione. Credo che questa scelta sia giusta". Con queste parole il presidente della Regione Lombardia, Attilio 
Fontana, ospite questa sera di Tg2 Post, ha parlato del piano riaperture del governo Draghi. "Come Regione - ha aggiunto il governatore - abbiamo previsto delle nuove regole di comportamento che sono ancora più rigorose e che tengono conto delle varianti che sono più aggressive". Secondo Fontana, è "molto bello quello che ha fatto il governo nell'aver previsto un lungo percorso, nel dare una prospettiva anche a quelle attività che non si sapeva mai se potevano partire o meno. Ora c'è una prospettiva. Ma è chiaro che tutti devono impegnarsi a rispettare le regole"

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Per quanto concerne i dati il governatore ha spiegato oggi che la regione "potrebbe essere considerata zona gialla". Il presidente ha ricordato che per il momento, per le regole attuali, la Lombardia continua a restare zona arancione, ma, ha ribadito "fortunatamente i nostri dati stanno molto migliorando per cui siamo come numeri zona gialla". Da lunedì 19 aprile l'unica regione che cambierà fascia è la Campania, che lascerà il rosso per passare in arancione. 

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Altro nodo fondamentale, in vista delle riaperture è quello dei vaccini. La campagna vaccinale in Lombardia "sta andando bene. Abbiamo avuto delle difficoltà all'inizio, nella fase della prenotazione, determinate da una piattaforma che aveva delle difficoltà; adesso siamo ripartiti, ad oggi abbiamo inoculato 2 milioni 270 mila dosi, abbiamo coperto alcune categorie che sono assolutamente a rischio, come tutti gli ospiti delle rsa e il popolo della sanità, gli over 80, che sono finiti, stiamo concludendo gli allettati" ha detto il presidente della Regione.  "Da lunedì -avverte Fontana- apriremo le prenotazioni per la fascia dai 65 ai 70 anni. Finalmente potrò andare anch'io a fare il mio vaccino. E lunedì sarò uno dei primi".

Per Fontana "il caso Lombardia" "è stato determinato solo dal fatto che siamo stati i primi ad essere investiti da uno tsunami imprevisto, di cui nessuno ci aveva avvisato".  "Noi - ha detto Fontana - venimmo accusati di essere razzisti quando chiedemmo che i ragazzi che tornavano dal Capodanno cinese venissero controllati prima di rientrare in classe. Nessuno ci allertò, non avevamo nemmeno elementi essenziali come le mascherine e i dispositivi medico-chirurgici. Poi il caso si è ingrossato perché strumentalmente si è voluto mettere la Lombardia sul banco degli accusati, per motivi politici. Ma noi - ha concluso - siamo sereni e la storia dimostrerà come si sono svolti i fatti".