Forchetta alla mano: torna domani, 25 ottobre, il World Pasta Day: ricorrenza che ogni anno, da 23 anni, celebra il cibo che più di tutti identifica la cucina italiana e ricorda il valore e la bellezza di condividere un pasto. Un alimento apprezzato ovunque, di cui nel 2020 sono state consumate ben 17 milioni di tonnellate, un milione in più rispetto al 2019 e il doppio rispetto a dieci anni fa. Ma vediamo le origini, la storia e qualche curiosità. Ma anche le preferenze degli italiani, le novità e le iniziative solidali. 

Le origini

Il 25 ottobre di 25 anni fa si è tenuto a Roma il primo congresso mondiale dei produttori di pasta: è nata allora l’esigenza di promuovere con un’iniziativa dedicata il consumo del piatto che rappresenta l’Italia in tutto il mondo. E, di conseguenza, nel 1998, naturalmente a Napoli, è stato 'fondato' il World Pasta Day, che da allora ricorre ogni anno il 25 Ottobre. Le origini della pasta sono comunque millenarie: le prime attestazioni del consumo di pasta nel mondo occidentale risalgono all’antica Grecia, e anche gli Etruschi conoscessero bene l’uso di mescolare acqua e farina per poi cuocere l’impasto su pietre arroventate dal sole. Gli Etruschi, in particolare, conoscevano ed utilizzavano già nel V secolo a.C. spianatoia, matterello e rotella per tagliare la pasta, come testimoniato da alcune raffigurazioni rinvenute a Cerveteri.

La prima pasta in bianco? Nel 'Decamerone' di Boccaccio

Molto più difficile trovare riferimenti che indichino come la pasta veniva cotta e consumata in epoca antica. Il primo riferimento ad una pasta cotta in acqua bollente e condita con l’olio, la classica pasta in bianco, si trova nel 'Decamerone' di Boccaccio (1349-51). Nel Paese di Bengodi “in mezzo alla campagna, a guisa di pentolone, s’erge un basso colle; ricco d’acqua bollente, dove sovra stan genti, che niuna cosa fan che far bìgoli, cuocergli in tal acqua, condirli con liquor d’ulivi , e chi più piglia più se n’ha”.

Quando si impastava con i piedi

Pensare alla preparazione della pasta ci riporta all’immagine delle mani che impastano acqua e farina. Un tempo, invece, la pasta veniva lavorata anche coi piedi. Siamo nella Napoli del Settecento e dei primi anni dell’Ottocento dove gli operai addetti alla produzione di pasta lavorano l’impasto camminandoci sopra. Una pratica che però viene sospesa per motivi igienici nel 1833 dal re Ferdinando II di Borbone che incarica un ingegnere di trovare un metodo alternativo per produrre la pasta. Così viene ideato il sistema dell’uomo di Bronzo, una macchina in grado di sostituire il movimento degli operai.

Pasta, 4 su 10 la fanno in casa

Con l'emergenza Covid più di quattro famiglie su dieci (41%) sono tornate a cimentarsi nella preparazione casalinga della pasta sotto la spinta del ritorno alla tradizione e del maggior tempo trascorso tra le mura domestiche. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe' divulgata in occasione del World Pasta Day. Dalle tagliatelle ai tortellini, dalle lasagne ai ravioli, fare la pasta in casa è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne anche come antidoto alle tensioni e allo stress provocate dalla pandemia, magari con il coinvolgimento appassionato dei più piccoli. Se in passato erano, infatti, soprattutto i più anziani ad usare il matterello adesso - precisa la Coldiretti - la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di preparazione, grazie alle nuove tecnologie che hanno registrato un boom di vendite durante la pandemia. Non è un caso che la macchina impastatrice sia entrata nel 2021 a far parte del paniere Istat per misurare il costo della vita.

Grano e farine

Si cercano con attenzione anche le farine, soprattutto utilizzando quelle degli antichi grani storici, con proprietà salutistiche o comunque Made in Italy per sostenere l'occupazione, l'economia ed il territorio nazionale colpito dalla crisi. Sono molti anche i prodotti vegetali che hanno rischiato l'estinzione e che sono stati riportati sulle tavole grazie all'impegno degli agricoltori a tutela della biodiversità. E' il caso, ad esempio del grano monococco, la specie geneticamente più semplice e antica di grano risalenteaddirittura a 23mila anni fa - spiega la Coldiretti - e di quello Saragolla, coltivato nell'antico Egitto delle piramidi, entrambi salvati dall'estinzione grazie all'ingegno dei coltivatori di Lombardia e Abruzzo. Senza dimenticare i semi di grano Senatore Cappelli che dopo essere arrivato a coprire all'inizio del secolo più della metà della coltivazione di grano in Italia negli anni 60 ha iniziato a scomparire ma oggi è stato recuperato.

​La pasta protagonista in pausa pranzo

La pasta sembra essere il piatto perfetto per la pausa pranzo per il 78,8% dei lavoratori italiani, perché veloce da preparare e talmente versatile da non stancare mai. La preferenza emerge in un'indagine realizzata da InfoJobs, piattaforma in Italia per la ricerca di lavoro online, su oltre 1.500 lavoratori iscritti in piattaforma. Con la ricerca risulta che il 42,6% la sceglie ogni giorno, mentre il 32,4% la vede come un'opzione da concedersi ogni tanto e il 17,5% la preferisce nel weekend probabilmente per dedicarsi a pieno alla degustazione del proprio piatto preferito. Una percentuale del 7,5% evidenzia l'entrata nei menu degli italiani di pasta senza glutine e di farine particolari come legumi o di grano più o meno raffinato Lo studio di mercato rileva che il mondo della pausa pranzo si divide tra i sostenitori del pranzo al sacco e quelli che invece preferiscono essere "serviti e riveriti" al ristorante con chi si prepara il pranzo con le sue mani che predilige la pasta (25,3%) o comunque un piatto unico che la comprenda e che apporti tutti i nutrienti (22,6%). Segue a ruota il classico "panino" (21,3%) accompagnato da un frutto o da uno snack. Insalatona (10,2%) e proteine (4,8%) rimangono una scelta residuale, come quella di chi, piuttosto che prepararsi qualcosa da solo, preferisce saltare il pasto (10%). Chi invece opta per bar e ristoranti, preferisce piatti più ricchi e complessi, difficili da riprodurre a casa propria come ad esempio il tradizionale pasto completo "primo, secondo, contorno e caffè" (34,7%), seguito da tutto ciò che non si può (o non si sa) cucinare a casa (32,5%). Le preferenze per hamburger e patatine sono al 17,8%, sushi al 12% e cucina etnica in generale, 3%. Infine il 66% del campione, qualora ospitasse a pranzo un collega straniero, consiglierebbe la pasta come prima scelta e la pizza come seconda opzione (25%).

Pasta anche a domicilio

E chi non sa cucinare o non ha voglia di mettersi ai fornelli? Ordina la pasta a domicilio.  Deliveroo fa sapere che sulla sua piattaforma gli ordini di pasta sono cresciuti del +135%, con forte incremento della pasta fresca che cresce del +163%. Su Deliveroo è possibile ordinare più di 4mila specialità di pasta, provenienti da mille ristoranti. Nel corso dell’ultimo anno, gli ordini di pasta hanno avuto un’impennata dal +135%, percentuale che sale fino al 163% se si parla della sola pasta frescaMa quali sono stati i formati di pasta preferiti? Diciamo che la top ten si suddivide equamente fra formati di pasta lunga, pasta corta e pasta fresca. In pole position spiccano gl i spaghetti che, come ci ricorda anche Jessica Chastain, non vanno mangiati col cucchiaio.

Gli spaghetti al pomodoro diventano un dolce

E se un piatto di “Spaghetti al pomodoro” diventasse un dolce?  E' possibile, grazie a Valerio Braschi, il più giovane vincitore della storia di Masterchef e chef estroso del ristorante 1978 di Roma, e Wmf, celebre brand tedesco di prodotti per la cucina. Secondo le statistiche, ogni anno, un italiano mangia in media 25 Kg di pasta. Ripiena, al forno, asciutta, rossa o bianca ma pur sempre salata e come primo piatto. Da qui l’idea dello Chef Braschi e di Wmf di celebrare questo ingrediente simbolo della tradizione italiana in un modo originale per esaltarne la versatilità e aprire a nuove possibilità di utilizzo. Nasce così la verisone dolce degli “spaghetti al pomodoro”, iconico primo piatto di pasta che ogni giorno continua a diffondere e far apprezzare l’arte culinaria italiana nel mondo Il piatto a prima vista appare identico al grande classico salato, e anche gli ingredienti principali sono gli stessi, ma, sono la preparazione e l’aggiunta di alcuni dettagli a trasformarlo in una portata ideale per il fine pasto. Infatti, la pasta è cotta in acqua dolce, il pomodoro caramellato e il basilico servito come gelato, il tutto sotto un’abbondante spolverata di cocco rapé al posto del formaggio. La ricetta è consultabile sul blog di Wmf, che ha messo a disposizione dello chef romagnolo tutti i propri strumenti per realizzarla.

Social challenge

In occasione del World Pasta Day non mancano le iniziative solidali. Per aiutare chi non può concedersi un pasto l’International Pasta Organization, in collaborazione con l’Unione Italiana Food ha lanciato una gara di solidarietà a cui possono partecipare davvero tutti. L’edizione 2021 dell’iniziativa che prende il nome di “Al Dente” vede uniti i pastai di tutto il mondo che prepareranno migliaia di piatti di pasta per le Caritas di quattro città italiane: Milano, Roma, Napoli e Palermo.  Aderire alla gara di solidarietà lanciata in vista del World Pasta Day è davvero un gioco da ragazzi. C’è tempo fino al 25 ottobre per preparare un bel piatto di pasta, fotografarlo e pubblicarlo sui social con l’hashtag #Haveagoodpasta. Per ogni foto postata verranno donati 300 piatti alle persone bisognose di Milano, Roma, Napoli e Palermo. 

De Cecco e Banco Alimentare

Proprio per il "World Pasta Day", De Cecco ha voluto fortemente realizzare un'iniziativa che potesse unire la propria passione per la qualità con un progetto di solidarietà, coinvolgendo Banco Alimentare, la Onlus italiana che si occupa della raccolta di generi alimentari per i più indigenti. Il volto dell'iniziativa è quello di Can Yaman, noto attore turco, testimonial delle recenti campagne pubblicitarie di De Cecco che qui realizza una semplice videoricetta preparando gli Spaghettoni n.414 con un classico sugo all'amatriciana. Per ogni "like" che la videoricetta riceverà sui propri social, De Cecco donerà a Banco Alimentare una confezione di pasta da 500gr con l'obiettivo ambizioso di arrivare a 500.000 like, pari a 250 tonnellate di pasta, ossia oltre 3 milioni di pasti a disposizione degli enti caritatevoli che assistono i più bisognosi su tutto il territorio nazionale. La vocazione alla qualità di De Cecco, la simpatia di Can, che ha devoluto il suo compenso a favore dell'iniziativa, e la grande esperienza di Banco Alimentare sono i presupposti di un'iniziativa che vuole valorizzare la cultura gastronomica della pasta e la cultura della condivisione solidale, sana, sostenibile e inclusiva.