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14 feb 2022

Vaccino Covid, terza dose booster Moderna e Pfizer: calano gli effetti collaterali

Lo studio condotto negli Stati Uniti conferma la sicurezza delle dosi. Il 92% delle reazioni avverse segnalate sono considerate non gravi

Roma, 14 febbraio 2022 - Gli effetti collaterali dopo la somministrazione della terza dose di vaccino contro Covid sono meno frequenti rispetto a quelli riscontrati dopo la seconda dose. È quanto emerge da un'analisi condotta da ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention e dell'Fda americani pubblicata sul bollettino settimanale del Cdc. Lo studio ha preso in considerazione le segnalazioni arrivate attraverso un'apposita piattaforma messa a disposizione dei sanitari e dei cittadini americani per raccogliere dati sulle vaccinazioni Covid (denominata 'v-safe').

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Oltre 720mila le reazioni segnalate; nell'88,8% dei casi si trattava di persone che avevano eseguito un ciclo di vaccinazione omologo. Nel complesso, i dati confermano la sicurezza dei vaccini: il 92,4% delle segnalazioni raccolte sono considerate non gravi, soprattutto mal di testa, febbre, dolore al braccio. Sono stati registrati anche 37 casi di miocarditi su circa 82 milioni di dosi somministrate.

Nel complesso, la riduzione degli effetti collaterali dopo la terza dose è stata osservata per ogni tipo di disturbo e per tutti i vaccini, soprattutto per quello Moderna, che rappresenta, però, quello con un maggior tasso di segnalazioni. Nello specifico, dopo il vaccino Moderna sono state segnalate il 71,8% di reazioni sistemiche e il 64,4% di reazioni locali; percentuali nettamente più basse rispetto alla seconda dose, quando i valori erano rispettivamente 81,4% e 78,4%. Tra i vaccinati Pfizer/BioNTech è stato segnalato un tasso del 64,3% di reazioni sistemiche e del 58,4% di quelle locali (dopo la seconda dose erano rispettivamente 68,1% e 66,7%).

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La stessa tendenza è stata osservata anche per chi, per quanto riguarda il booster, ha ricevuto un vaccino diverso rispetto a quello impiegato nella vaccinazione primaria (la cosiddetta vaccinazione eterologa). Lo studio ha riscontrato un lieve aumento dei casi in cui ci si rivolgeva al medico a causa dei disturbi insorti dopo la terza dose, tuttavia l'entità dell'incremento (dello 0,1% con Moderna e dello 0,3 con Pfizer/BioNTech) è così bassa da non destare preoccupazione.

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