Vaccini, foto generica
Vaccini, foto generica

Milano, 7 marzo 2019 - A Palazzo Lombardicome al Pirellone, tra le fila dell’esecutivo come tra i banchi del Consiglio regionale: la richiesta dal ministro dell’Interno e leader leghista, Matteo Salvini, in tema di vaccini divide la maggioranza che guida la Regione Lombardia. A farsi sentire è Forza Italia per voce dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, e del capogruppo Gianluca Comazzi. Nel dettaglio, Salvini ha inviato una lettera a Giulia Grillo, ministro della Salute, chiedendo che sia emanato un decreto per evitare che siano allontanati dalle aule, e che decadano dalle liste, quei bambini tra gli zero e i 6 anni d’età le cui famiglie non hanno ancora presentato alcuna documentazione di avvenuta vaccinazione per l’anno scolastico in corso nonostante la legge Lorenzin fissi il termine del 10 marzo 2019.

«L’intento del procedimento – scrive Salvini – è garantire la permanenza dei bambini nel ciclo della scuola dell’infanzia, evitandone l’allontanamento e la decadenza dalle liste scolastiche, essendo ormai alla fine dell’anno». Per Salvini bisogna «evitare traumi ai più piccoli» e quindi prevedere «il differimento degli obblighi in scadenza al 10 marzo contenuti nella legge Lorenzin».

Gallera non ci sta: «In Lombardia abbiamo raggiunto risultati straordinari superando la soglia del 95% dei bambini vaccinati con Esavalente, garantendo una reale immunità di gregge. Un decreto per mantenere nelle scuole dell’infanzia i bambini non vaccinati sarebbe un autogoal in tema di immunità e di educazione alla prevenzione ed un passo indietro per la salute dei nostri figli. Abbiamo conseguito traguardi importanti grazie al combinato disposto della legge sull’obbligo scolastico, ad una campagna capillare di informazione sul ruolo delle vaccinazioni e all’accompagnamento delle famiglie in questo percorso. Non servono proposte di legge di retroguardia – sottolinea l’assessore – perché esistono ambulatori per approfondire i timori delle famiglie e c’è la possibilità di non vaccinare il bambino attraverso un certificato rilasciato dal pediatra, nel momento in cui il quadro clinico dell’assistito renda pericolosa la somministrazione». Poi Comazzi: «La salute dei bambini deve essere sempre tutelata a prescindere da logiche politiche. La proposta di Salvini non può che vederci contrari. Con la vita dei bambini non si scherza: scegliere di non immunizzare i propri figli non è un fatto personale, rischia di danneggiare altre persone. L’obbligo vaccinale è una procedura dalla quale non possiamo prescindere».