Milano, 1 maggio 2018 -  In Lombardia da un mese le Ats sono al lavoro per mettere in regola i figli dei dubbiosi e dei ritardatari e stabilire chi non ha intenzione di rispettare la legge sull’obbligo vaccinale, almeno per quest’anno scolastico.

Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, a che punto siete?

«Le Ats stanno continuando a chiamare gli alunni che mancano all’appello per i vaccini obbligatori a scuola e richiamare coloro che avevano fissato un appuntamento per mettersi in regola e non si sono presentati. Nei confronti di chi per due, tre volte si è sottratto alla vaccinazione nelle prossime settimane sarà avviata la procedura per la formale erogazione della sanzione e l’eventuale indicazione alle scuole dell’inadempienza (che all’asilo comporta l’esclusione dalla frequenza, ndr)».

A quanto ammonteranno le multe dell’Ats?

«Entro questo mese la Giunta approverà una delibera per definire l’importo, la legge indica un minimo di 100 e un massimo di 500 euro. Quindi partiremo con l’erogazione delle sanzioni».

Si prospettano grandi numeri?

«Stiamo definendo il quadro. Dobbiamo distinguere chi ha avuto un problema reale, come una febbre che ha costretto a rimandare la vaccinazione, da chi invece ha agito in maniera dilatoria».

In che senso?

«Genitori che quando vengono convocati accampano scuse, facendo passare molti mesi. Oppure che si presentano con una lettera dell’avvocato, o chiedendo esami non previsti».

Come i cosiddetti “test pre-vaccinali”, esami di laboratorio sui quali non ci sono evidenze scientifiche che possano prevedere le reazioni avverse ai vaccini?

«Esatto. Tendenzialmente, ormai, chi poteva essere recuperato lo è stato. La nostra ultima rilevazione a fine marzo mostra che le coperture sono cresciute ulteriormente. Tra i bambini dai tre ai sette anni anche quella dal morbillo si avvicina al 95% indicato dall’Oms per l’immunità di gregge. Siamo soddisfatti: è cresciuta l’attenzione, soprattutto ai piccoli».

Che succede ai genitori che hanno sempre rinviato l’appuntamento dopo averlo fissato?

«Ormai restano solo gli irriducibili. Faranno ciò che ritengono opportuno, ma l’Ats dopo uno, due, tre rinvii senza motivazioni plausibili fa partire la raccomandata ufficiale, con ricevuta di ritorno, e li convoca; se non si presentano o continuano a rifiutare le vaccinazioni si fa il verbale e scatta la sanzione. Chi pensa di adottare questa strategia per sottrarsi all’obbligo deve sapere che in Lombardia ciò non sarà tollerato. Non faremo finta di niente, chi agisce in questo modo vedrà arrivare la sanzione».

E l’esclusione dall’asilo? Ormai l’anno scolastico è finito...

«Ma per iscrivere i bambini al prossimo dovranno essere in regola, e non sarà possibile sistemarsi chiedendo un appuntamento all’inizio dell’anno per poi non presentarsi mai».

Salvo clausole a sorpresa, come quella nell’ultima circolare ministeriale che ha dispensato chi aveva portato una richiesta via raccomandata o posta elettronica dalla scadenza del 10 marzo.

«Certo mi auguro che non accada, anche perché quello è stato il modo più evidente per sottrarsi all’obbligo. Ma le Ats ora hanno lo storico di chi chiede l’appuntamento e non si presenta mai, e agiremo in maniera diretta».