Scuola in affanno in Lombardia: più alunni disabili, continuità didattica “a singhiozzo”

A fronte di un incremento rilevato dall’Istat, resta il problema degli insegnanti che per il 60% dei ragazzi cambiano di anno in anno e sono quasi per la metà senza specifica preparazione

Un'insegnante

Un'insegnante

Milano – Aumentano gli studenti con disabilità nelle scuole lombarde, ma restano ancora profonde lacune da colmare in termini di accessibilità e formazione dei docenti, per poter arrivare all’inclusione. Lo rilevano i dati del Report dell’Istat “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Anno 2022-2023”, da cui emerge, tra i dati, una forte discontinuità nella didattica: il 60% degli alunni con disabilità cambia insegnante per il sostegno da un anno all’altro, il 9% nel corso dello stesso anno scolastico. Per quanto riguarda la Lombardia, si conferma il trend di crescita degli studenti con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado.

In base ai numeri pubblicati dall’Ufficio scolastico regionale, nell’anno scolastico 2023-2024 sono il 4,9% del totale: Pavia, Milano, Mantova, Cremona hanno percentuali sopra il 5%, mentre restano sotto il 4% solo Brescia e Sondrio, anche se in valori assoluti Brescia è al terzo posto dopo Milano e Bergamo. Rispetto agli anni passati, si vede un aumento costante: nel 2021/2022, gli studenti con disabilità erano il 3,9% del totale, nel 2022/23 il 4,41%. Il problema più frequente è la disabilità intellettiva; frequenti anche i disturbi dell’apprendimento e quelli dell’attenzione, ciascuno dei quali riguarda quasi un quinto degli alunni con disabilità, entrambi sono più diffusi tra gli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

Due gli ostacoli maggiori che permangono per una piena inclusione: il personale docente con formazione adeguata e l’accessibilità delle scuole. La fotografia di Istat dice, ad esempio, che per quanto riguarda la Lombardia, il 37,3% delle scuole (statali e non) conferma di avere barriere fisiche. Una percentuale, va detto, che è inferiore alla media nazionale (42%) e anche a quella delle altre regioni del Nord (40,6%), ma resta un numero ancora molto alto, a cui va aggiunto l’83,9% di scuole con barriere sensoriali per ciechi e ipovedenti (81,1% la media nazionale) ed il 66,4% di istituti con barriere per sordi e ipoacusici. L’altro grande tema è la formazione dei docenti di sostegno.

In Lombardia, il 40,5% è selezionato dalle liste curricolari (45,7% alle medie), ovvero tra docenti che non hanno una formazione specifica per il sostegno ma che vengono utilizzati per far fronte alla carenza di figure specializzate. Un fenomeno che è più frequente nelle regioni del Nord: basti pensare che la media nazionale è del 29,6%. A questa carenza si affianca spesso un ritardo nell’assegnazione: a un mese dall’inizio della scuola, infatti, oltre il 16% degli insegnanti per il sostegno non risulta ancora assegnato (il 12% in Italia), con punte più alte nelle scuole dell’infanzia e alle primarie.