Pallavolo
Pallavolo

Milano -  Nella poco nobile classifica degli sport dove più frequenti sono i realti di abusi e molestie sessuali, dopo il calcio (22 procedimenti fra il 2014 e il 2020) e gli Sport Equestri (20 casi) c’è la pallavolo, con 13 inchieste di cui ben 6 lo scorso anno. Spicca la radiazione decisa dal Tribunale Federale della Fipav del 49enne comasco D.A., accusato di aver molestato sei bambine in un campus estivo a Marina di Massa. L’allenatore, che già aveva lavorato a Turate e Segrate, era stato chiamato nell’estate del 2019 da una società dilettantistica di Orago per seguire le ragazze ospiti in Toscana. "Ma quel signore non era e non è tesserato per noi - precisò subito la società lariana -. È stato ingaggiato come aiuto allenatore su competenti segnalazioni di referenti la Federazione. Nelle poche settimane di attività non è stato rilevato nulla di anomalo o scorretto da parte di atlete e genitori, ma in seguito siamo venuti a conoscenza delle indagini e, dopo aver sentito l’allenatore, abbiamo deciso di sospenderlo da ogni attività".

Ma le accuse delle ragazze partecipanti alla colonia estiva (sei minorenni fra gli 11 e i 13 anni, tutte originarie di Firenze), accertate dalla Federazione, erano pesantissime per l’allenatore: molestie sessuali aggravate e violazione di domicilio dopo essere essere entrato in camera delle giovanissime atlete. Il Tribunale ordinario emetterà la sua sentenza, ma questo caso purtroppo conferma che la pallavolo, il pianeta femminile per eccellenza (con il 77% di tesserate), è ad altissimo rischio, spesso anche a causa di allenatori che, pur se già condannati per pedofilia, rispuntano e continuano tranquillamente ad allenare. Per evitare spiacevoli situazioni non sono poche le società (come il Consorzio Vero Volley di Monza, di cui parliamo a parte) che hanno deciso di introdurre la figura del doppio coach, con firma del decalogo dei comportamenti da tenere e produzione dei certificati penali ed eventuali carichi pendenti. Questo per dar vita ad una vera e propria “black list“ degli allenatori protagonisti di reati a sfondo sessuale.

Quella di cui avrebbe avuto bisogno una società di Trezzano sul Naviglio che si è ritrovata in casa il 57enne G.M, allenatore che aveva già avuto esperienze a Cesano e Corsico e da oltre 20 anni colleziona denunce per abusi su minorenni. Nel 2012 era finito al centro di un’inchiesta dei carabinieri, dopo l’accusa di aver molestato le giocatrici della squadra di volley. L’uomo chiese di essere "castrato fisicamente e curato", ma neppure col tempo ha perso il vizietto, anche perché il divieto di lavorare nelle società sportive deciso dal Tribunale non era in realtà stato rispettato per la mancanza del “database“ che permettesse ai dirigenti di conoscere i suoi precedenti. Dopo aver continuato ad abbordare le sue vittime sui “social“, a gennaio è stato arrestato nuovamente. Adesso è scattato un provvedimento di “sorveglianza speciale“ per tre anni.cavallo mola