Il presidente della Regione Attilio Fontana con l'assessore al Welfare, Letizia Moratti
Il presidente della Regione Attilio Fontana con l'assessore al Welfare, Letizia Moratti

Milano, 23 gennaio 2021 - L'unica certezza, al momento, è che da domani la Lombardia tornerà in zona arancione, dopo essere stata una settimana in lockdown per sbaglio. Proprio sul questo errore è andato oggi in scena un duro scontro tra Regione e governo. Di chi è la colpa? Errore nei numeri della Regione o nel calcolo della Cabina di regia e del Ministero? Di sicuro la permanenza in zona rossa"immotivata" non è andata giù ai commercianti che ora minacciano una class action per i danni. Nell'ordinanza firmata il ministro della Salute Roberto Speranza ha scritto che la decisione è stata presa sulla base dei dati "rettificati" dalla Lombardia. Ma dal Pirellone è arrivata una netta presa di posizione: "Non siamo noi ad aver sbagliato". 

Il Pirellone: mai sbagliato dati

Dopo i botta e risposta delle scorse ore, nel pomeriggio la Regione è passata al contrattacco sulla controversia legata ai dati sulla situazione epidemiologica regionale. Per il governatore Attilio Fontana "se da domenica la Lombardia tornerà arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del governo". "Sono indignato da quello che leggo e dalle false notizie offensive per la Lombardia e per le persone che ci lavorano" ha aggiunto. Il presidente lombardo ha Il presidente della Regione Attilio Fontana e l'assessore Letizia Morattisottolineato: "Pretendiamo che la verità dei fatti venga acclarata e chiarita una volta per tutte in maniera chiara, se c'è un errore non è un errore nostro. Non rinunciamo al ricorso al Tar che verrà anzi allargato". Per Fontana "visto che ci sono delle categorie che chiederanno dei risarcimenti, sui ristori volevo anticipare che alla prossima riunione della Conferenza delle Regioni avanzerò esplicitamente al Governo la richiesta che nell'ambito del prossimo scostamento, autorizzato dal Parlamento, venga inserita una somma che equivale al danno che le nostre categorie hanno subito per effetto della chiusura".

Moratti: ho visto subito dati non coerenti

Secondo quanto sostenuto dall'assessore al Welfare Letizia Moratti, il ministro Speranza, che ha firmato la nuova ordinanza per mettere la Lombardia in zona arancione, "pretendeva che dicessimo che c'era stato un errore nostro. Ma non potevamo accettarlo per la dignità della Regione, per le nostre famiglie e le imprese". "Mi sono insediata da una decina di giorni e, come mia abitudine, ho studiato i dati e li ho approfonditi prima di prendere ogni decisione - ha aggiunto -. Immediatamente mi sono accorta che i dati non erano coerenti. Mi risultava che il Ministero della Salute non avesse valutato adeguatamente i nostri dati e quindi era necessario un confronto, per questo avevo chiesto la sospensione di 48 dell'ordinanza. Non c'è stato concesso. Per questo motivo abbiamo ritenuto di presentare un un ricorso e, solo una settimana dopo essere stati erroneamente messi in zona rossa, il governo ha capito e ha accettato le nostre ragioni e siamo, per fortuna, diventati zona arancione". 

Fontana: qualcosa non andava in algoritmo

"Non abbiamo mai rettificato i nostri dati, abbiamo risposto a una richiesta dell'Iss. C'era qualcosa nell'algoritmo" di calcolo dell'Rt "che non andava", ha aggiunto Fontana. Dunque tutti gli algoritmi anche delle altre Regioni potrebbero essere sbagliati? "Se c'è un errore, non è un errore nostro, non è un errore legato all'indicazione dei dati" da parte della Regione Lombardia, "noi non abbiamo mai sbagliato a dare i nostri dati, non abbiamo mai rettificato, ma abbiamo dato una risposta all'Iss che chiedeva un'implementazione dei dati" ha detto Fontana. "Sono indignato perché si sta dando una rappresentazione assolutamente non veritiera dei fatti", ha rincarato il governatore, insistendo sul fatto che quella diffusa "non è una ricostruzione reale che siamo pronti a dimostrare in qualsiasi sede". 

Trivelli: non c'entra dato dei guariti

Per il direttore generale dell'assessorato al Welfare, Marco Trivelli "non è il dato dei guariti che ha determinato l'anomalia del rapporto". "L'allineamento dei dati tra RT ospedaliero e RT per sintomi, come anche per le altre informazioni che emergono dai report dell'Istituto Superiore della Sanità, sono sempre stati coerenti - ha spiegato -. I flussi di Regione Lombardia sono sempre stati costanti per 35 settimane, sempre accettati, sempre in qualche modo anche confermati da noi, come evidenza del contagio che l'Iss dava della nostra situazione regionale. In questo caso è avvenuto qualche cosa, nell'ambito dell'operatività dell'Iss che non ci è noto perché il meccanismo di calcolo complessivo dell'RT non è noto". 

Iss: algoritmo corretto e uguale per tutti

Non si è fatta attendere la replica"L'algoritmo è corretto e funziona in modo uguale per tutte le Regioni. La rettifica dei casi fatta dalla Regione Lombardia ha prodotto la modifica dell'Rt", ha ribadito l'Istituto superiore di sanità, in merito al caso. L'Iss non solo ha ribadito il presunto errore dei dati e la rettifica fatta dalla regione ma anche che l'anomalia nella trasmissione dei dati, dovuta ad una errata indicazione dei casi sintomatici "è stata segnalata più volte dall`Iss alla regione Lombardia".  "Relativamente a quanto dichiarato questa mattina dal presidente Fontana sull'algoritmo utilizzato per il calcolo dell`Rt nel monitoraggio dell'epidemia Covid-19", infatti l`Istituto Superiore di Sanità ha precisato che: "L'algoritmo utilizzato dall'Istituto Superiore di Sanità è corretto, da aprile non è mai cambiato ed è uguale per tutte le Regioni che lo hanno utilizzato finora senza alcun problema".