Lombardia, altro che intelligenza artificiale: fuori dalle grandi città 8 scuole su 10 sono senza computer

In Lombardia il 36% degli istituti ha spazi con computer ma nelle zone periferiche la maggior parte ne sono sprovvisti: ecco tutti i dati

La presenza di computer nella scuole è molto disomogenea

La presenza di computer nella scuole è molto disomogenea

A scuola mancano persino le aule d’informatica. Un ostacolo in più per colmare il gap digitale col resto dell’Europa. Certo, la presenza di spazi adeguati e attrezzati in ogni istituto non sarebbe la panacea per risolvere tutti i problemi, perché serve comunque anche personale formato, cablaggio alla rete ultraveloce e una programmazione scolastica che preveda un’educazione al digitale. Tuttavia, la presenza delle aule è quanto meno il requisito minimo, premessa per qualunque attività educativa.

Il quadro più aggiornato viene da openpolis – Con i Bambini che ha elaborato i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito ricostruendo la dotazione di aule informatiche nell’anno scolastico 2022/2023 fino al dettaglio di ogni singolo comune. Per quanto riguarda la Lombardia, in media il 36% degli edifici scolastici ha almeno un’aula di informatica (su 1.500 edifici, i dati accertati riguardano 1.300, perché per 200 l’informazione non è disponibile). La media nazionale è del 35,7%, per cui la Lombardia non si discosta dal dato medio dell’Intero Paese, ma è anche ben lontana da regioni che invece hanno il 50% di edifici scolastici con aule informatiche (ovvero Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta).

D’altra parte, c’è anche chi è nettamente sotto questa media, come il Lazio, che arriva appena ad un 18%. Anche tra le province, nessuna delle lombarde è tra quelle che superano il 50%, mentre tra le città capoluogo si registra il primo posto in Italia di Pavia, con ben il 91,67% di edifici dotati di aula informatica.

Il primato rende ancora più evidente il gap tra città e zone periferiche: restando nel Pavese, nelle zone periferiche solo l’11% degli edifici scolastici è dotato di aule informatiche. La disomogeneità tra territori, in particolare tra città polo e periferie, è il dato più evidente e preoccupante, perché indica che gli studenti hanno opportunità di apprendere competenze digitali diverse a seconda di dove vivono.

Accade così che nelle città polo o polo intercomunale lombarde (secondo la classificazione Istat) circa un edificio su due ha questi spazi, con punte più elevate nel Pavese (76%) e Como (77%); Cremona, Lecco, Milano, Monza, Varese sono tutte sopra o vicino al 50%, mentre restano un po’ indietro Bergamo, Brescia, Sondrio (sotto il 50%). Nelle zone periferiche (a 40 minuti dal polo più vicino) ed ultraperiferiche (a 66 minuti dalla città polo) il quadro cambia radicalmente: in media, 8 edifici su 10 non hanno aule d’informatica.