Milano, 26 gennaio 2021 - Nuovo scontro tra Regione e Iss sul nodo dell'ormai noto errore sui dati che ha portato la Lombardia in zona rossa per una settimana "ingiustamente". L'Istitito Superiore di Sanità, facendo eco alle parole del governatore Attilio Fontana ha sottolineato: "L'Iss coordina la sorveglianza epidemiologica attraverso una piattaforma web e che sulla piattaforma è presente da mesi un manuale che chiarisce le modalità di immissione dei dati. Si precisa che solo le Regioni possono aggiornare e rettificare i dati presenti sul data-base". Fontana aveva asseito che "non è corretto che il destino di una regione possa essere legato ad un indicatore esile come quello dell'Rt sintomi e non è possibile che i destini di milioni di persone siano affidati a dati esili convenzionali e facoltativi". 

Iss: solo la Lombardia ha segnalato anomalie

"L'algoritmo per il calcolo dell'Rt non è esile - chiarisce oggi l'Iss - è basato su standard internazionali, è pubblico, reperibile sul Sito wb dell'ISS ed è stato illustrato a tutti i referenti regionali che hanno contestualmente ricevuto il software per la sua applicazione e l'eventuale verifica. Il sistema è in uso da trentasei settimane e nessun altra regione finora ha segnalato anomalie di questa entità sull'immissione dei dati. Per aggiornamento si intende l'inserimento o modifica di variabili suscettibili di evoluzione (es. stato clinico del paziente). Per rettifica si intende inserimento di variabili non ancora presenti (es. data inizio sintomi) o modifica di variabili inserite erroneamente. Ed è esattamente ciò che è stato richiesto alla Regione per il ricalcolo e non per la riclassifcazione in zona Arancione che non è invece di nostra pertinenza. Le Regioni - prosegue l'Istituto - hanno completa autonomia nel caricamento di aggiornamenti e rettifiche senza alcun intervento o richiesta verso l'Iss che, laddove ne abbia evidenza o sospetto, può segnalare errori, incompletezze o incongruenze alle Regioni. Si segnala, inoltre, che dal mese di maggio 2020 l'Iss ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze alla Regione Lombardia, l'ultima delle quali in data 7 gennaio 2021. La percentuale di casi incompleti per la sintomatologia (assenza di informazioni nel campo "stato clinico") è pari al 50,3% a fronte del 2,5% del resto d'Italia nel periodo 13 dicembre 2020-13 gennaio 2021", conslude l'Iss.  

Fontana: uscite a orologeria

Non si è fatta attandere la risposta del numero uno del Pirellone, nuovamente al contrattacco: "In difficoltà per proprie mancanze, l'Istituto Superiore di Sanità continua a spostare il tiro da quello che è il vero tema, ovvero il mal funzionamento dell'algoritmo per il calcolo dell'Rt". "Uscite a orologeria - prosegue Fontana nel suo affondo - con un solo obiettivo: colpire la Lombardia. Non solo dal Governo, ma ora anche da quello che dovrebbe essere un organo terzo come l'Istituto Superiore di Sanità e che invece veste sempre più i panni di una parte politica". "Aspettiamo fiduciosi il giudizio del Tar del Lazio - conclude Fontana - per dimostrare che abbiamo ragione noi". 

"L'Iss ha inviato 54 segnalazioni su dati inviati da Regione Lombardia riguardanti 527.000 pazienti, quindi una percentuale pari allo 0,01" spiega in una nota Regione Lombardia. "Dal mese di maggio Regione Lombardia - prosegue la nota - ha inviato 35 report e l'Iss ha sempre considerato la completezza dei dati superiore alla soglia di validità, ad eccezione di quelli del 12 ottobre".  a qualità dei dati forniti all'Iss "è sempre stata considerata affidabile" precisa la stessa Regione che, accusa l'Iss di "smentire se stesso" perché "sono proprio loro a certificare l'affidabilità dei nostri dati". "Nella settimana sotto osservazione che ha portato la Lombardia in zona rossa - si prosegue - la percentuale di validità era dell'80. Quindi la qualità dei nostri dati è sempre stata considerata affidabile".