Incidenti sul lavoro in Lombardia, le cifre: ogni mese più di dieci vittime

Ieri, martedì 13 giugno, due casi nel Bresciano. L’Inail: in calo le denunce, aumentano gli episodi di infortuni con mezzi di lavoro

Incidente sul lavoro (immagine di repertorio)
Incidente sul lavoro (immagine di repertorio)

Brescia –  Stava lavorando nel cantiere dell’autostrada A4 (Torino-Trieste), tra Desenzano Del Garda e Brescia, ed è morto schiacciato da un mezzo intorno alle 10,30. Tiziano Pasquali, 60 anni, era un operaio residente in provincia di Padova. Ma non è lui l’ultima vittima sul lavoro, perché ieri pomeriggio, verso le 16,30, a Castegnato (Brescia) Sami M. - 23enne di nazionalità albanese della provincia di Venezia - è precipitato da un’altezza di 40 metri, da un traliccio dell’alta tensione. Un volo fatale, sotto gli occhi dei colleghi, provocato - è l’ipotesi degli inquirenti - dalla rottura della catena con cui si era agganciato.

In Lombardia la curva dei morti sul lavoro (225 a fine 2022) non riesce a invertire la corsa: 34 secondo l’Inail nel primo trimestre dell’anno, 35 tra gennaio e marzo del 2022 quando però il Covid aveva ancora un peso, spiegano dalla direzione regionale dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Quest’anno, invece, le vittime sono riconducibili davvero al lavoro: mansioni non abituali per il lavoratore o eccesso di fiducia nell’attività svolta gli scenari più frequenti.

Il nodo mezzi di trasporto

Continuano a crescere anche le denunce di infortuni mortali con mezzo di trasporto. Una casistica che comprende non solo le vittime “in itinere“ - nel tragitto casa-lavoro - ma anche gli infortuni ad autotrasportatori, corrieri, agenti di commercio durante l’attività professionale.

Dopo il rallentamento nel periodo del lockdown e il ricorso allo smart working, la curva è ripresa a salire già tra il 2020 e il 2021, quando invece calava quella relativa alle denunce con esito mortale parallelamente al rallentamento dell’emergenza sanitaria.

Le cifre dell’Inail

Stando ai dati Inail definitivi del primo trimestre, invece, il trend delle denunce sembra frenare. Dalla direzione regionale, tuttavia, raccomandano cautela nell’analisi dei numeri fino al bilancio di fine anno: sull’andamento incidono le comunicazione inviate spesso in ritardo rispetto all’evento. Al 31 marzo, gli infortuni notificati all’Inail avvenuti in Lombardia sono 28.087, quasi 10mila in meno del trimestre 2022. Solo Bergamo (3.461 gennaio-marzo 2023, 3.491 nel 2022) e Sondrio (562 contro 589) sono in linea con un anno fa. Nelle altre province lombarde il calo nel primo trimestre è significativo: Milano scende da 14.484 a 9.233, Lecco da 1.350 a 892.

Molto ha inciso la diminuzione dei contagi da Covid nei luoghi di lavoro, che lo scorso anno hanno alimentato la curva degli infortuni (ci sono tre anni di tempo per la notifica all’Inail): nel primo trimestre del 2020 infatti le denunce complessive di incidenti sul lavoro in Lombardia sono state 25.693; 23.900 tra gennaio e marzo del 2021, 38.154 nello stesso periodo del 2022.

Aumentano invece le denunce di infortuni sul lavoro con mezzo di trasporto: 1.666 nel primo trimestre del 2022, 1.805 tra gennaio e marzo di quest’anno. Soltanto le restrizioni alla mobilità anche per i lavoratori sono riuscite a frenare i casi di infortuni con mezzo di trasporto (sia in “itinere“, sia durante l’attività lavorativa): nell’anno prima della pandemia le denunce sono state 20.026, nel 2020 11.910 prima di iniziare la risalita già nel 2021 (15.498 casi).