Bambini protetti dai familiari immuni
Bambini protetti dai familiari immuni

Milano, 12 ottobre 2021 - Secondo uno studio di Cnr e Università Cà Foscari di Venezia il contagio da coronavirus è molto più frequente in famiglia che nei luoghi pubblici. Ma è vero anche il contrario: se ci sono persone immuni in famiglia, queste proteggono i non immuni in una sorta di immunità di gregge domestico. A dirlo è uno studio condotto su oltre 800mila famiglie in Svezia (per un totale di 1,7 milioni di persone) e pubblicato su "Jama Internal Medicine": con l'aumentare dei vaccinati (o immuni dopo infezione) sotto lo stesso tetto, si abbatte progressivamente il rischio contagio per gli altri componenti non protetti. 

Gli autori dello studio - scienziati dell'Umea University e della Uit, The Arctic University of Norway - hanno utilizzato i dati dei registri nazionali per indagare sull'associazione tra il rischio Covid in persone non immuni e il numero di familiari protetti a seguito di una precedente infezione o una vaccinazione completa. Ogni famiglia comprendeva da due a cinque componenti (più spesso due persone entrambe non immuni, più raramente cinque persone di cui quattro immuni), età media 51,3 anni. Durante un periodo di follow-up medio di 26,3 giorni, il 5,7% dei componenti non immuni dei nuclei analizzati ha ricevuto una diagnosi di Covid. Ed è stata rilevata un'associazione inversa tra il numero di membri protetti in ciascuna famiglia e il rischio di infezione negli altri, indipendentemente dalle dimensioni dei nuclei.

Nelle famiglie con una persona immunizzata, i non protetti avevano una riduzione dal 45% al ​​61% del rischio di contrarre Covid-19. Tale riduzione del rischio aumentava, attestandosi tra il 75% e l'86%, nelle famiglie con 2duemembri immuni, e tra il 91% e il 94% in quelle con tre componenti protetti, fino a un abbattimento del rischio contagio del 97% con quattro membri della famiglia immunizzati a fare da scudo ai non protetti. "I familiari senza immunità avevano un rischio inferiore, da -45% fino a -97%, di contrarre Covid all'aumentare del numero di compagni di vita immuni. La vaccinazione è dunque una strategia chiave per ridurre la trasmissione del virus all'interno delle famiglie", concludono gli autori del lavoro.