I tour operator: "Il boom è finito. Canarie e crociere l’ultima moda"

Andrea Cani (Confapi): diciotto mesi irripetibili. Costi e conflitti cambiano le scelte delle famiglie. Il settore perde il 13% di partenze e l’8% di fatturato.

I tour operator: "Il boom è finito. Canarie e crociere l’ultima moda"

I tour operator: "Il boom è finito. Canarie e crociere l’ultima moda"

Dopo 18 mesi di corsa i viaggi frenano. Rincari e incertezza del quadro internazionale spingono i lombardi alla prudenza. E i tour operator reagiscono: "Quest’anno per la prima volta anche le Maldive sono in offerta per Capodanno : spiega Andrea Cani, presidente Milano Turismo Confapi –. Ma con bilanci domestici sempre più risicati e pacchetti più costosi la seconda casa si conferma la meta principale".

Il rimbalzo Covid è finito?

"Sì. Ed è stata una spinta fortissima: non abbiamo mai registrato tante prenotazioni come negli ultimi 9 mesi dell’anno scorso e nei primi 9 di quest’anno. Chi è stato chiuso in casa dalla pandemia ha risparmiato e appena ha potuto è partito. Un effetto che, però, adesso si è esaurito".

Pesa la guerra in Terra Santa?

"Certamente. Il mar Rosso ha ricominciato a tirare, ma lo scenario internazionale fa di nuovo traballare il grande classico di stagione. Le promozioni non si contano, ma più degli attentati, che hanno colpito anche nelle grandi capitali, i turisti temono i disagi: incertezze sui voli, innanzitutto. Le prenotazioni non sono state annullate per le penali. Ma cambiano le tendenze".

Cosa tira?

"La crociera. È il vero ‘must’, adesso. Dal Medio Oriente le grandi navi si sono spostate nel Mediterraneo e pur di fare questa esperienza gli acquirenti scelgono il tour fra le grandi città italiane. Tanti non scendono neppure a visitarle, preferiscono godersi il pacchetto all-inclusive. Poi, ci sono le Canarie che vivono un secondo splendore, dopo gli anni ’70 e ’80".

I costi?

"Per una settimana a Sharm el-Sheikh tutto compreso la famiglia media, genitori e due figli, spende dai 1.500 euro a 1.600 a testa. Sui 7mila euro con quale extra. Il problema sono gli algoritmi, che rendono il prezzo dinamico. Un preventivo in tre giorni lievita, se non c’è l’operatore che blocca l’offerta, si sborsa di più per lo stesso pacchetto".

A quanto ammonta il calo?

"Secondo un prima stima siamo di fronte al 13% di partenze in meno, ma siccome i pacchetti costano di più, il fatturato è sceso dell’8%".

È cambiato il modo di viaggiare?

"Radicalmente. Oggi la gente cerca l’esperienza e lo storytelling, porta con sé la propria passione e vuole dedicarvi del tempo. L’ambientalismo incide, anche se sul cicloturismo siamo ancora indietro: non basta disegnare le piste per terra, devono essere vere per spingere un segmento che potrebbe avere grandi numeri. Funziona anche il turismo di prossimità anche se l’incidenza dello scontrino medio, pensiamo ai costi di un weekend sugli sci, spesso è uguale a quello di una settimana lontano da casa. Il comparto è stato aiutato anche dal bonus edilizio 110".

Alberghi rifatti?

"Grazie all’incentivo il patrimonio immobiliare si è rinnovato. Un aspetto determinante per l’andamento del mercato".