Davide Giri (foto dal profilo Facebook)
Davide Giri (foto dal profilo Facebook)

New York, 3 dicembre 2021  - Un italiano di 30 anni, studente della Columbia University, è stato ucciso ieri sera intorno alle 23 ora locale ad Harlem durante un'aggressione in strada. La vittima è Davide Giri, iscritto alla School of Engineering and Applied Science. Lo studente è stato accoltellato all'addome da un uomo, tra la 123esima Street West e Amsterdam Avenue. Trasportato d'urgenza al Mount Sinai Morningside Hospital, Giri è morto.

Pochi minuti dopo, la polizia è intervenuta per un altro accoltellamento, avvenuto poco distante dal primo episodio, tra la strada 110 West e Cathedral Parkway. Un uomo di 27 anni, Robert Malastina, che secondo i media locali sarebbe un turista italiano, è stato trovato con ferite di coltello al collo. E' stato ricoverato in condizioni giudicate "stabili". La polizia ha poi arrestato un uomo sui 25 anni, che si trovava dentro Central Park e che, poco prima, aveva minacciato una persona. L'accoltellamento di Giri è avvenuto a un isolato da Morningside Park, dove nel 2019 è stata accoltellata a morte la studentessa della Barnard University Tessa Majors.

Chi era la vittima

Davide Giri aveva 30 anni, era originario di Alba, nel Cuneese, dove - rende noto la versione online della Gazzetta di Alba - era molto conosciuto per le attività di volontariato svolte con la parrocchia di Santa Margherita a Musotto. Giri aveva studiato ingegneria al Politecnico di Torino, dove si era laureato con il massimo dei voti e gli onori, poi si era specializzato in elettronica alla Tongji University di Shangai e aveva conseguito un master in ingegneria elettronica al Politecnico e uno alla University of Illinois, Chicago. Dal 2016 Giri, che aveva lavorato per Fiat Chrysler, stava frequentando la Columbia University di New York, dove stava studiando per un dottorato in Computer Science e svolgeva - si legge dal suo profilo Linkedin e da quello sulla Columbia - anche il ruolo di assistente, per approfondire gli studi di filosofia e design applicate alle scienze. Lo studente viveva nel campus dell'università newyorkese, nella stanza 467 al Computer Science Building, al numero 500 West della 120th Street, poco distante da dove è stato accoltellato.  

Il presunto assassino

Il presunto autore dell'aggressione è Vincent Pinkney, un 25enne afroamericano del Queens, membro della gang Every Body Killer.  E' stato arrestato 11 volte da quando aveva 16 anni per rapine e aggressioni e fino al 2022 sarebbe stato in liberta' vigilata dopo aver scontato tre dei quattro anni cui era stato condannato nel 2015 per aggressione. Sarebbe stato riconosciuto da un testimone dell'aggressione a Malastina vicino alla pizzeria 'Giovannie's", tra la strada 110 e Cathedral Parkway. Grazie alle sue indicazioni, la polizia lo ha individuato a Central Park mentre, con un coltello, stava cercando di aggredire una terza persona. L'uomo, felpa con cappuccio rosso, giubbotto di jeans, e' attualmente in custodia. Sarebbe membro di una gang criminale protagonista di omicidi e coinvolta da anni in una guerra tra bande che insanguina New York. Le aggressioni ai due italiani non sarebbero, pero', correlate. La vittima e il turista non si conoscevano. Potrebbero essere state entrambe scelte a caso, per essere rapinate. 

Il cordoglio della Columbia

"Questa notizia è allo stesso tempo inspiegabilmente triste e profondamente sconvolgente, ed è avvenuta a pochi passi dal campus. L'università è in contatto con la polizia di New York per apprendere maggiori dettagli sull'aggressione. Naturalmente, vi terremo aggiornati", è quanto ha dichiarato il presidente della Columbia University, Lee Bollinger, in un comunicato rivolto agli studenti. "Questi sono momenti in cui essere comunità è davvero importante - ha concluso Bollinger -. Per questo vi incoraggio a incontrarvi, a vedervi l'uno con l'altro, gli altri hanno bisogno di voi, come voi degli altri. Contate sul sostegno dell'Università".

Il cordoglio del Politecnico di Torino

"Davide Giri è stato uno studente brillante del nostro Politecnico e, come molti dei nostri laureati migliori, aveva scelto di continuare a studiare all'estero in una prestigiosa università come la Columbia University", ha scritto in una nota, il rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco. "Siamo costernati per la tragica morte del nostro ex allievo e vicini alla sua famiglia e ai compagni di studi che lo hanno conosciuto nelle nostre aule e che adesso ne piangono la scomparsa", ha concluso l'Ateneo.