Covid in Gb
Covid in Gb

Londra - Continuano ad aumentare i casi di contagio da coronavirus nel Regno Unito: nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 11.007 (su 1,1 milione di tamponi) a cui si aggiungono 19 decessi. Quello delle infezioni è il dato più alto da 19 febbraio.  Ieri i contagi erano 9.005 e 7.393 una settimana fa. Prosegue dunque il rimbalzo dei nuovi positivi da Covid alimentato nel Regno Unito dalla variante Delta. Resta per ora più contenuto - grazie all'effetto dei vaccini - l'aumento dei morti, 19 oggi contro i 9 di ieri, e dei ricoveri in ospedali, il cui totale è ora di 1.227. Ma gli esperti rimangono inquieti e chiedono cautela. Le vaccinazioni fatte sfiorano quota 73 milioni, con oltre 42,2 milioni di prime dosi e quasi 30,7 milioni di richiami. Finora oltre l'80% degli adulti ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino e il 52% è completamente immunizzato.

Proprio sulla spinta della diffusione della variante Delta nel Paese, le autorità britanniche hanno deciso di rimandare di un mese lo stop alle ultime restrizioni legate alla pandemia. Negli scorsi giorni il premier Boris Johnson ha spostato la tappa conclusiva del post lockdown nel Regno Unito dal 21 giugno a non prima del 19 luglio a causa dell'allerta legata al rimbalzo dei contagi dovuti al nuovo ceppo dominante del Covid sull'isola. La strategia del governo e delle autorità sanitarie è ora accelerare ulteriormente le vaccinazioni, in grado finora di frenare, ma non di spezzare del tutto il legame fra nuovi contagi con la variante Delta e nuovi ricoveri. Entro fine settimana la distribuzione di massa sarà allargata a tutti gli over 18, ma soprattutto l'obiettivo è arrivare per il 19 luglio a oltre il 70% della popolazione adulta vaccinata con entrambe le dosi, visto che il richiamo sembra incrementare di molto l'efficacia dell'immunizzazione. 

Il professor Chris Whitty, chief medical officer dell'Inghilterra e consigliere di punta dell'esecutivo britannico, ha del resto avvertito oggi che il Covid non è comunque destinato a essere sconfitto del tutto in tempi brevi. E che una nuova ondata va considerata probabile fra l'autunno e l'inverno prossimo - nel Regno Unito come altrove - a causa sia della capacità di mutare di questo specifico virus sia della generale tendenza dei virus respiratori a diffondersi maggiormente nelle stagioni fredde. Lo stesso Johnson ha da parte sua sottolineato nei giorni scorsi come, secondo il parere prevalente nella comunità medico-scientifica, occorre prepararsi a "convivere" a lungo termine con il coronavirus, sebbene l'adeguamento progressivo dei vaccini alle diverse varianti sia destinato nelle attese a limitarne l'impatto.