Milano -  Coronavirus, come si sta evolvendo la situazione in Italia? I contagi continuano, seppure in calo, mentre gli ospedali si sono svuotati.  Come riferisce la Fondazione Gimbe, negli ultimi due mesi e mezzo (dal 6 aprile), è stata una discesa del 92,2% di posti letto occupati in area medica e del 90,3% in terapia intensiva. Nell'ultima settimana 16-22 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (7.262 vs 11.440) e decessi (221 vs 411). In calo anche i casi attualmente positivi (72.964 vs 105.906), le persone in isolamento domiciliare (70.313 vs 102.069), i ricoveri con sintomi (2.289 vs 3.333) e le terapie intensive (362 vs 504). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registranole seguenti variazioni: decessi: 221 (-46,2%), terapia intensiva: -142 (-28,2%), ricoverati con sintomi: -1.044 (-31,3%), isolamento domiciliare: -31.756 (-31,1%), nuovi casi: 7.262 (-36,5%), casi attualmente positivi: -32.942(-31,1%).

"Da 14 settimane consecutive - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe - si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati conferma una ridotta circolazione del
virus, la progressiva diminuzione dell'attivita' di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta l'insufficiente tracciamento dei contatti, cruciale in questa fase della pandemia".

Dalla settimana 5-11 maggio il numero di persone testate si e' progressivamente ridotto del 52,7%, passando da 662.549 a 313.122; nel periodo 12 maggio-22 giugno la media nazionale si attesta a quota 101 persone testate/die per 100.000 abitanti con rilevanti e ingiustificate differenze regionali. In tutto il territorio nazionale si conferma il calo dei nuovi casi settimanali (irrilevante in valore assoluto l'incremento percentuale di Liguria e Molise). Inoltre, da 10 settimane sono in costante calo anche i decessi, che nell'ultima settimana si attestano in media a 32 al giorno rispetto ai 59 della settimana precedente.

"La costante riduzione dei pazienti ospedalizzati - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - ha portato l'occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid al 4% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni che registrano valori inferiori al 10% e 4 Regioni senza pazienti Covid ricoverati in area critica".   In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 2.289 (-92,2%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 362 (-90,3%). Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 28 marzo, sono passate da 540.855 a 70.313 (-87%). "Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo dellaFondazione Gimbe - risultano in calo da 3 mesi e la media mobile a 7 giorni e' di 11 ingressi/die".

Cartabellotta si sofferma anche sulla variante Delta: "Un dato piu' accurato sulla prevalenza della variante delta in Italia, che al 18 maggio si attestava all'1%, e' atteso con la nuova indagine di prevalenza dell'ISS (Circ. Ministero della Salute 27401 del 18/06/2021) sui campioni notificati il 22 giugno. "In assenza di dati affidabili sulla presenza della variante delta in Italia - puntualizza - tre sono le ragionevoli certezze: innanzitutto il numero di sequenziamenti effettuati e' modesto e notevolmente eterogeneo a livello regionale; in secondo luogo, il contact tracing non e' stato adeguatamente ripreso, nonostante i numeri del contagio lo permettano; infine, preoccupa il confronto con quanto sta accadendo nel Regno Unito nonostante sia piu' avanti sul fronte delle coperture vaccinali: in Italia infatti poco piu' di 1 persona su 4 ha una copertura adeguata, avendo completato il ciclo vaccinale (27,6% rispetto al 46% del Regno Unito), mentre il 26,5% della popolazione ha ricevuto solo una dose (rispetto al 17% del Regno Unito) e il 46% e' totalmente privo di copertura (rispetto al 37% del Regno Unito), percentuali preoccupanti considerando la minore efficacia di una sola dose di vaccino nei confronti di questa variante".