Una colonnina di ricarica per i veicoli alimentati ad energia elettrica
Una colonnina di ricarica per i veicoli alimentati ad energia elettrica

Milano, 1 novembre 2019 - Non solo Atm. Anche le flotte delle società di car sharing dovranno essere «full electric», ovvero: composte soltanto da veicoli elettrici. Nel caso dell'azienda del trasporto pubblico cittadino, la scadenza è quella del 2030: solo per allora tutti gli autobus griffati Atm dovranno essere a trazione elettrica. Per le società del car sharing, invece, l'obbligo scatterà prima: nel 2024. Ma già due anni prima, già dal 2022, il Comune farà scattare rincari del canone per chi non avrà ancora scelto di puntare sull'elettrico. Questo è quanto ha deciso la Giunta comunale ieri mattina. L'occasione per dare una stretta in senso ambientalista è stata la scadenza del bando fin qui in corso, un bando ancora a carattere sperimentale che ora, invece, proprio per effetto della delibera approvata ieri, diventerà definitivo. E non senza novità. I dettagli, allora.

Il bando attualmente in vigore prevede che chiunque voglia cimentarsi nel business delle auto in condivisione deve versare al Comune un canone mensile di 100 euro per ogni auto in modo che la propria flotta possa entrare in Area C senza pagare, parcheggiare gratuitamente ovunque sia consentito e, più in generale, usare ed occupare il suolo cittadino. Per effetto della delibera approvata ieri dall'esecutivo di Palazzo Marino, a partire dal 2022, questo canone salirà a 120 euro ma solo per le auto alimentate da motori a combustione interna, il che significa: benzina, Gpl e, ovviamente, gasolio. Di fatto saranno esentate dal rincaro solo le auto elettriche e le società di car sharing che punteranno sulle auto elettriche. Un incentivo indiretto, quello appena esposto, a sposare la svolta ambientalista.

Dal primo gennaio del 2024 dall'incentivo si passerà all'obbligo: potranno cimentarsi nel car sharing solo le società che hanno flotte composte da auto elettriche. Due regole, quella che scatterà nel 2022 e quella che scatterà nel 2024, alle quali dovranno sottostare anche le sette società di auto in condivisione già attive in città. Soltanto tre di queste hanno già flotte full electric: Sharengo, E-Vai, ReFeel.

Non è finita, però. Nelle linee guida per il nuovo bando licenziate ieri dalla Giunta ci sono anche nuovi incentivi per portare le auto in condivisione anche nell'area metropolitana. Un tentativo in questo senso è già stato fatto negli anni scorsi ma con scarsi risultati: ad oggi sono pochi i Comuni dell'hinterland che possono contare su un servizio di car sharing efficiente. La delibera approvata ieri da Palazzo Marino va infine a chiudere un cerchio. Prima il full electric di Atm, ora il full elecrtic nel car sharing e, nel mezzo, l'avviso pubblico per la micromobilità elettrica, licenziato una settimana fa, quando il Comune ha pubblicato sul proprio sito tre bandi che consentono ai gestori di flotte di veicoli in micromobilità elettrica, scooter e biciclette a flusso libero, di attivare il servizio e mettere a disposizione dei cittadini «nuovi mezzi condivisi sul territorio di Milano». Il via alla candidature è scattato martedì 29 ottobre. In particolare, per chi non lo ricordasse, potrà essere avviato sperimentalmente, e all'interno di un sistema di regole stringenti, lo sharing di veicoli elettrici innovativi come i discussi monopattini, ma anche hoverboard, segway e monowheel (ovvero: mezzi monoruota). I tre bandi pubblicati settimana scorsa prevedono un numero massimo di duemila microveicoli elettrici in città e individua il 26 luglio 2021 come termine per la sperimentazione. L'obiettivo del Comune resta quello di ridurre il tasso di motorizzazione e contenere le emissioni inquinanti. Mail: giambattista.anastasio@ilgiorno.net