Ousseynou Sy con la mascherina dietro le sbarre nell'aula bunker
Ousseynou Sy con la mascherina dietro le sbarre nell'aula bunker

Milano, 15 luglio 2020 -  La Corte d'Assise di Milano ha condannato a 24 anni di carcere Ousseynou Sy, il 47enne che nel  marzo dell'anno scorso, a San Donato Milanese, ha dirottato e incendiato un autobus con a bordo una scolaresca di 50 ragazzini, due insegnanti e una bidella, tutti messi in salvo dai carabinieri. I giudici hanno accolto la richiesta della procura.  

La sentenza

La corte d'Assise di Milano, presieduta dal giudice Ilio Mannucci Pacini ha pronunciato la sua sentenza oggi nell'aula bunker del carcere di San Vittore, dove si è tenuta quest'ultima parte del processo, dopo una camera di consiglio di oltre 4 ore.  Il collegio ha accettato la riqualificazione del reato chiesta dal pm Luca Poniz in sequestro di persona a fini terroristici o eversivi, a cui si aggiungono come reati la strage, l'incendio, le lesioni, la resistenza e lesioni e pubblico ufficiale. L'imputato stamattina ha reso dichiarazioni spontanee continuando a giustificare il suo gesto come una rivendicazione contro le morti di migranti dall'Africa nel Mediterraneo e ha definito l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, un "piccolo duce".

L'avvocato dei ragazzi

"Una sentenza che ha accolto in pieno le richieste dell'accusa e hanno qualificato il gesto come attentato con finalità di terrorismo, sequestro con finalità di terrorismo". Lo ha sottolineato l'avvocato Antonino Andronico, che ha rappresentato le famiglie di alcuni ragazzi nel procedimento contro Ousseynou Sy. L'avvocato ha sottolineato che "è passato il principio per cui il ministero dell'Istruzione è responsabile per quanto accade ai bambini durante l'orario scolastico ed è stato condannato in solido con Autoguidovie e Sy" per quanto riguarda il risarcimento danni per chi la mattina del 20 marzo 2019 era sul bus guidato da Sy. "La Corte d'assise - ha quindi chiosato l'avvocato - ha accolto in pieno le richieste dell'accusa e delle parti civili".

La difesa

"Prendiamo atto della sentenza. A nostro avviso non ci sono né la strage né il terrorismo. Leggeremo le motivazioni e faremo ricorso in appello". Così l'avvocato Giovanni Garbagnati, difensore di Ousseynou Sy, ha commentato all'uscita dall'aula.