L'addestramento dei ragazzi si concluderà domenica prossima
L'addestramento dei ragazzi si concluderà domenica prossima

Turate (Como), 30 agosto 2016 - Giù dalle brande all’alba per essere tutti in refettorio alle 6 e 45 in tempo per la colazione, poi alle 7 e 55 l’adunata in cortile con l’alzabandiera, un’ora di addestramento e poi lezioni in aula, esercitazioni e prove sul campo, la sera cena, libera uscita e contrappello.

È la naja in versione soft che da domenica scorsa una quarantina di ragazzi e ragazze stanno sperimentando alla casa militare Umberto I. Iscritti all’ultimo anno delle scuole superiori anziché in vacanza hanno preferito vestire la mimetica e prendere ordini, costretti a togliersi i piercing e raccogliersi i capelli per poter marciare senza impaccio con gli anfibi. «Una volta si veniva educati in famiglia, a scuola e all’oratorio - sorride Roberto Cigardi, tenente dei carabinieri in congedo e anima dell’iniziativa insieme al tenente Carlo Colombo - poi per tanti di noi c’è stato il servizio militare a completare l’insegnamento. Adesso i tempi sono cambiati e con loro i punti di riferimento. Il nostro corso “Studenti con le stellette - Preparati per la vita“ vuole aiutare questi giovani a riscoprire l’importanza del rispetto degli altri e della disciplina».

Tra le materie ci sono nozioni di diritto ed educazione civica, lezioni di educazione stradale e addestramento per imparare le manovre di primo soccorso. «Qui ci sono ex-carabinieri, autieri e bersaglieri che si sono prestati come istruttori - spiega Colombo - ma il nostro desiderio non è quello di vedere questi giovani in divisa. Ognuno di loro deve essere libero di scegliere la sua strada, imparando però a essere un buon cittadino. Una persona che non si volta dall’altra parte quando qualcuno ha bisogno, ma che sa intervenire nel modo giusto. Per questo oggi a far loro lezione abbiamo voluto anche alcuni volontari dei carabinieri e della Protezione Civile appena tornati da Amatrice, dove sono accorsi per prestare il loro aiuto dopo il terremoto».

Una settimana intensa quella si prospetta ai ragazzi che questa sera vivranno la loro prima «libera uscita», in borghese ma con il cellulare sempre acceso per rispondere alle chiamate dei loro istruttori. «Fa parte anche questo dell’addestramento, come imparare a rispettare gli orari». E già uno pensa alle notti insonni di mamme e papà in attesa del rientro dei figli dalla discoteca. Forse per questo il corso, alla sua prima edizione e finanziato dalla Regione Lombardia, ha ottenuto tanto successo anche tra i genitori. «Sanno che i loro ragazzi sono in buone mani e questa esperienza servirà loro per imparare a organizzarsi meglio nella vita di tutti i giorni». Armati sì, ma di buone intenzioni, visto che gli unici fucili impugnati dai giovani saranno quelli di plastica del softair, ma solo per divertimento.