Sorico (Como), 2 gennaio 2019 - Oltre 250 ettari di bosco andati in fumo, una decina di case danneggiate, cinquanta persone allontanate dalle abitazioni in via precauzionale e altrettanti animali morti, raggiunti dal fuoco prima che potessero essere messi in salvo. È il primo bilancio dell’incendio scoppiato domenica sui monti tra Sorico e Vercana, alimentato dal vento e dal secco, che si è arrestato solo nella tarda serata del 31. I vigili del fuoco di Como e Sondrio sono stati impegnati su due fronti principali. Quello di Sorico è stato il più esteso e pericoloso, duecento ettari di terreno coinvolti, dove i roghi hanno raggiunto le abitazioni. Nella zona di via Fordeccia sono bruciate due casette di villeggiatura, mentre l’agriturismo Giacomino ha subito forti danni, con la distruzione di un fienile. Ma qui il fuoco domenica ha anche provocato la morte di una cinquantina di pecore e venti conigli, rimasti intrappolati nelle recinzioni. 

Poco più sotto, le fiamme hanno provocato altri danni alle abitazioni, che nelle quasi totalità dei casi sono seconde case di persone che risiedono altrove. Sono quasi cinquanta le persone allontanate; la conta dei danni di ieri è arrivata a coinvolgere altre sette o otto case che hanno subito conseguenze di varia entità. I danni peggiori risalgono a domenica, quando la presenza di un forte vento, con raffiche che hanno raggiunto anche i cento chilometri orari, ha impedito l’utilizzo di canadair. Il fuoco è stato contenuto solo da terra, con i vigili del fuoco impegnati nel tentativo di non farlo avanzare verso le case. Tuttavia i fronti su cui operavano le squadre erano molteplici tra Sorico e Vercana, dove sono bruciati altri cinquanta ettari di zone boschive. Il rogo ha provocato anche interruzioni delle utenze, tra cui la rete elettrica, che ora dovrà essere ripristinata. Lunedì la possibilità di utilizzare canadair per lo spegnimento dei roghi, ha accelerato le operazioni, consentendo entro sera di arrivare a far rientrare l’emergenza. 

Con il buio sono stati avvistati ancora alcuni focolai, soprattutto nella zona di Nuova Olonio, ma tutti di dimensioni contenute, e tali da poter essere attaccati e spenti facilmente. L’emergenza non è ancora completamente rientrata, ma il grosso incendio che per due giorni ha preoccupato l’abitato di Sorico, è stato domato. Al termine delle operazioni di smassamento, per spegnere i tizzoni rimasti imprigionati nelle sterpaglie, anche le ultime squadre sono rientrate: l’ultima è arrivata a Como pochi minuti prima della mezzanotte del 31. Tuttavia nel corso della notte di Capodanno, un altro rogo si è sviluppato a Trezzone, ma anche in questo caso è stato spento in breve tempo.