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17 giu 2022

Maxi sequestro di beni a Massimo Maspero

Condannato a un anno per omesso versamento per oltre 830mila euro

17 giu 2022

Una condanna a un anno di reclusione per omesso versamento di Iva e ritenute fiscali, per un ammontare di oltre 830mila euro. Condotte per le quali Massimo Maspero, 47 anni di Faloppio - legale rappresentante della società Prima Comunicazione di Olgiate Comasco e fratello del noto imprenditore Giovanni Maspero – nel 2019 era andato incontro a una sentenza diventata ormai irrevocabile, e ora alla confisca della cifra pari agli illeciti.

Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Como, in esecuzione della sentenza che il giudice monocratico Luciano Storaci aveva emesso tre anni fa, diventata poi definitiva, relativa a reati commessi nel 2012. Si tratta della stessa società, attiva nel settore delle riparazioni di telefonia, per la quale lo scorso 17 maggio il Tribunale di Como ha emesso sentenza di fallimento, e già destinataria di provvedimenti di sequestro di liquidità nei mesi scorsi, nell’ambito dell’indagine che ha condotto agli arresti domiciliari il fratello Giovanni, amministratore subentrato successivamente nella gestione aziendale. Ora la Guardia di finanza, analizzando i conti correnti di Massimo Maspero, ha individuato la presenza di denaro la cui confisca ha consentito di raggiungere l’equivalente della cifra della somma dovuta all’erario. Gli omessi versamenti per l’annualità 2012, erano stati accertati all’epoca dall’Agenzia delle Entrate. Rilievi che la difesa, durante il processo, non aveva mai contestato, evidenziando però come la decisione di spostare nei Paesi dell’Est il mercato delle riparazioni elettroniche, avesse determinato un forte contraccolpo sui fatturati aziendali del 2012, salvo poi riuscire a recuperare il trend l’anno successivo grazie a nuovi contratti. Creando quindi uno stato di difficoltà limitato a quella sola annualità, nel quale erano stati privilegiati i pagamenti di stipendi e fornitori. Il Tribunale aveva però condannato Maspero a un anno di reclusione con pena sospesa, stabilendo inoltre che le somme costituenti profitto del reato, erano passibili di confisca fino al raggiungimento dell’equivalente dello stesso profitto. Ora, a fronte della dichiarazione di irrevocabilità della sentenza, i militari hanno proceduto a eseguire il provvedimento.

Paola Pioppi

© Riproduzione riservata

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