Como, 12 marzo 2018 – Permessi di soggiorno pagati fino a 4.000 euro, ottenuti grazie a false attestazioni presentate all’Ufficio Immigrazione di Como. Da una denuncia presentata alla Questura nel marzo 2016, la Squadra Mobile è arrivata questa mattina da arrestare due persone, al termine di un’indagine su un giro di falsi permessi di soggiorno, che ha documentato il coinvolgimento di 26 datori di lavoro, di diverse decine di clienti stranieri e la partecipazione di altri soggetti che hanno collaborato a vario titolo con il principale indagato, un tunisino di 48 anni residente a Como, destinatario dell’ordinanza assieme a un trentunenne di Ramponio Verna. Complessivamente sono 130 le persone denunciate, coinvolte a vario titolo nell’attività illecita: nella produzione dei documenti falsi, nella trasmissione per via telematica delle assunzioni all’Inps, nella sottoscrizione di dichiarazioni di ospitalità e altro.

Le ipotesi di reato sono di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, falso e induzione in errore del pubblico ufficiale. Secondo le accuse, il tunisino, con la complicità di datori di lavoro fittizi italiani, per lo più persone prive di reddito e molto spesso con dipendenze da alcool e droghe, predisponeva contratti di lavoro che attestavano, falsamente, un rapporto di impiego degli stranieri, in qualità di domestici. Il contratto fittizio, così ottenuto, veniva poi consegnato agli stranieri e da questi prodotti all’Ufficio Immigrazione, ai fini del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, il tutto ovviamente versando una specifica tariffa: 1000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio, 600 euro per un certificato di residenza, 300 per una dichiarazione di ospitalità,100 euro per ogni busta paga fittizia.