“Se parli sai cosa ti succede”: donna di Como massacrata dal marito davanti alla figlia di 7 anni e ai poliziotti

La vittima è ricoverata in ospedale con una prognosi di quaranta giorni. Lui ha aggredito anche i poliziotti ed è finito in carcere. A lanciare l’allarme è stata la suocera durante una cena

L'uomo è stato bloccato e arrestato dalla polizia (foto di repertorio)

L'uomo è stato bloccato e arrestato dalla polizia (foto di repertorio)

Sembrava quasi una scena mai mostrata ma solo raccontata dell’ultimo capolavoro di Paola Cortellesi, in cui Ivano picchia Delia, senza nemmeno l’accortezza di mandare i figli in camera loro o di chiudere a chiave la stanza di Sor Ottorino. Quella a cui hanno assistito l’altra notte gli agenti della Volanti di Como durante un’irruzione in un appartamento nel quartiere di Camerlata, a Como, non era però la scena di un film sulla violenza sulle donne, come il film dell’anno "C’è ancora un domani".

Quello che hanno visto e sentito è tutto vero: un marito salvadoregno di 34 anni che strattonava per i capelli la moglie di un anno più giovane per tenerla ferma e massacrarla di botte davanti agli occhi della figlia piccola di sette anni terrorizzata. In tutta quella furia non ha esitato nemmeno a ripetere una serie di minacce nei confronti della donna: “Fai molta attenzione a quello che fai e che dici, perché altrimenti sai cosa ti succede”.

La 33enne ora è ricoverata in ospedale con una prognosi di oltre 40 giorni: le ha spaccato la faccia e il naso a pugni e le ha ridotto il viso ad una maschera di sangue e lividi. Lui invece è in carcere, accusato di lesioni, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale, perché se l’è presa pure con i poliziotti.

Ad allertarli è stata la mamma della 33enne e suocera dell’uomo, perché suo genero, durante una cena di famiglia, stava massacrando di botte sua figlia, davanti a lei, alla sorella, al cognato e a diversi bambini, compresa la loro figlia piccola.

Una volta al sicuro la vittima del pestaggio domestico ha ammesso che non era la prima volta, da mesi lui continuava a picchiarla, vessarla e minacciarla che le sarebbe successo di peggio se avesse solo parlato. Ora però pure per lei e per sua figlia, grazie anche ai poliziotti che l’hanno rassicurata e convinta a confidarsi, c’è ancora un domani.