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21 apr 2022

Riscatto per il profilo Instagram: influencer e aziende nel mirino

Social hackerato, parte l’estorsione: solo fra Como e Lecco ci sono 15 segnalazioni ogni settimana

21 apr 2022
paola pioppi
Cronaca
Solo nell’ultima settimana sono stati formalizzati alla Polizia Postale due casi di estorsione
Polizia postale
Solo nell’ultima settimana sono stati formalizzati alla Polizia Postale due casi di estorsione
Polizia postale

Como - I più ambiti ed esposti al pericolo di essere vittima di estorsione sono gli account professionali. I profili Instagram di chi utilizza i social per lavoro, creandosi una vetrina virtuale con centinaia o migliaia di follower e utilizzando questo strumento gratuito e ormai irrinunciabile, per farsi seguire dalla clientela, rendersi visibile, fare affari e lavorare. Oppure gli influencer, chi ha trasformato in un lavoro la capacità di comunicare i propri interessi e passioni. Sono loro, da alcune settimane, le vittime privilegiate di un sistema, certamente con base all’estero, di intrusione negli account e richiesta di denaro per restituire il frutto di un lavoro portato avanti per anni.

Per chi non paga, la conseguenza è la cancellazione istantanea del profilo, e la perdita di tutti i contatti e contenuti. Sono nell’ultima settimana, e solo per i territori di Como e Lecco, sono stati formalizzati alla Polizia Postale due casi di estorsione, da parte di un’azienda e di una libera professionista nel campo della moda. Ma le segnalazioni sono almeno 10 o 15 ogni settimana. La richiesta di pagamento oscilla tra i 300 e i 1.000 dollari, solo in rari casi è più elevata: piccole cifre che la vittima paga per farsi restituire l’account. Per arrivare alla richiesta, gli hacker devono essere prima entrati nel profilo, ottenendo tutte le informazioni di accesso. Il meccanismo è ormai chiaro: in genere viene scelto un account facile da violare, a cui viene cambiato il nome. A quel punto, tra la sua lista di contatti, vengono scelti gli utenti potenzialmente più redditizi, a cui viene inviato un messaggio nella chat privata, che simula di provenire dal sistema di sicurezza di Instagram.

All’utente, ignaro, viene comunicato di essere a potenziale rischio di furto del profilo, e gli si chiede di comunicare login, password, mail di recupero e numero di telefono. Tutte informazioni che l’utente crede di fornire ai sistemi di sicurezza, e che invece servono a impadronirsi del suo account. A quel punto viene cambiata la password e inviata la mail con la richiesta di riscatto. A nulla serve rivolgersi ai veri servizi di sicurezza di Instagram: la risposta, se arriva, si fa attendere per settimane, quando ormai non ha più alcuna utilità.

 

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