Campione d'Italia
Campione d'Italia

Campione d'Italia (Como), 28 giugno 2018 - Tempi duri a Campione d’Italia, a tre settimane dalla dichiarazione del dissesto e in attesa dell’arrivo di un commissario che risani, anche se non si sa in che modo, i conti del Comune, a bussare alle porte dell’ex clave è il Consiglio di Stato, l’equivalente del Governo, del Canton Ticino, preoccupato per i troppi debiti accumulati e non ancora pagati.

Da saldare c’è il servizio di raccolta rifiuti, che a Campione d’Italia completamente circondato dalla Svizzera viene svolto direttamente dal Canton Ticino, per un totale di 300mila franchi svizzeri (pari a 260mila euro), altri 20mila franchi (poco più di 17mila euro) dovuti ai pompieri della vicina Melide, poi il debito con la Navigazione Lago di Lugano che ogni giorno attraverso il Ceresio garantisce i collegamenti con le motonavi, in questo caso 350mila franchi (303mila euro).  Aggiungendo a questi debiti altri 300mila franchi (260mila euro) che Campione deve alle scuole ticinesi che ogni anno accolgono gli studenti dell’ex clave il conto supera il milione di euro, soldi che attualmente il Comune non è in grado di pagare visto che le sue casse sono completamente vuote.

Tre settimane fa, nel corso del consiglio comunale in cui il sindaco Roberto Salmoiraghi, aveva dichiarato lo stato di dissesto, erano stati forniti i numeri di un vero e proprio disastro economico che l’attuale amministrazione avrebbe ereditato dalla precedente. «Quando sono entrato in carica, il giugno dell’anno scorso - aveva spiegato il sindaco - le anticipazioni di tesoreria erano pari a 21.570.000 franchi, le fatture e le rate dei mutui da pagare ammontavano a 8.913.422 franchi e c’erano poi altri debiti pari a 2.667.590 euro». Insomma, un rosso da 29,1 milioni di euro che ha completamente immobilizzato l’ex clave dove dal febbraio scorso non si pagano più gli stipendi neppure ai 104 dipendenti comunali.

«Esprimiamo viva solidarietà al Comune e ai cittadini di Campione - scrive il Consiglio di Stato del Canton Ticino nella sua lettera di sollecito - le nostre comunità sono legate da forti e storici vincoli di amicizia e collaborazione, ma desideriamo avere un incontro per conoscere i tempi in cui saranno pagati i nostri crediti». Una patata bollente destinata a passare nelle mani del commissario in attesa di nomina da parte del Ministero. «Sappiamo che abbiamo dei debiti nei confronti del Canton Ticino - spiega il vicesindaco, Alfio Balsamo - ma fino a quando non arriva il commissario liquidatore non possiamo muovere un centesimo, che peraltro non abbiamo. Non possiamo dire più di questo al Consiglio di Stato, nell’attesa vedremo se attivare l’ente bilaterale».