Il Casinò di Campione
Il Casinò di Campione

Campione d'Italia (Como), 26 luglio 2018 - Il termine sembrava essere perentorio, almeno stando a quanto prevede la procedura. Ma ieri, alla scadenza fissata dal Tribunale Fallimentare di Como, i responsabili del Casinò di Campione si sono presentati senza il piano di ristrutturazione al quale stanno lavorando dal 12 marzo.

In quella data, era infatti iniziata la discussione scaturita dall’istanza di fallimento della casa da gioco, presentata dal Procuratore Capo di Como Nicola Piacente, e dal sostituto Pasquale Addesso. Ne era stata dichiarata la fallibilità e, a fronte della richiesta di concordato preventivo, concessi sessanta giorni per definire un programma che illustrasse nel dettaglio le modalità di liquidazione e le percentuali di pagamento ai creditori, unitamente a una relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Il 25 maggio i giudici di Como avevano concesso un’ulteriore proroga di due mesi, fino al 25 luglio, quando la casa da gioco sarebbe dovuta arrivare con il piano di ristrutturazione, per essere vagliato nell’udienza del 20 settembre.

Ma ora la società di gestione, attraverso i suoi legali, ha chiesto un inusuale ulteriore temporeggiamento, che non troverebbe punti di riferimento nella procedura. Infatti, in condizioni normali, la mancata consegna del piano farebbe scattare automaticamente la dichiarazione di fallimento. Ciò che dovranno decidere i giudici di Como nelle prossime ore, è esattamente questo: se non avallare tale richiesta, o se esiste una qualunque possibilità di accoglierla. In quest’ultimo caso, qualunque decisione sarebbe rinviata a settembre. A rendere difficoltoso presentare una proposta sostenibile, è una questione puramente matematica. L’accordo di ristrutturazione, per essere tale e quindi accettabile dal Tribunale, deve avere la sottoscrizione del sessanta per cento della massa dei creditori, e quindi del Comune di Campione d’Italia. Ma quest’ultimo non risulta nelle condizioni di sostenere un ipotetico piano di ristrutturazione spalmato sui prossimi dieci anni, se non a condizione di danneggiare i suoi stessi creditori, tra cui gli stessi dipendenti municipali. Nel frattempo a Palazzo di Giustizia sta procedendo un secondo fronte, quello penale relativo all’ipotesi di bancarotta preferenziale e peculato, inerente la gestione delle casse, e dei debiti, del casinò in quest’ultimo semestre.