PAOLA PIOPPI
Cronaca

Como, maltrattamenti all'asilo: "I bimbi non volevano più andare a scuola"

Sono state ascoltate le testimonianze dei genitori dei piccoli allievi

Un asilo

Un asilo

Como, 13 aprile 2019 - «All'inizio aveva voglia di andare a scuola, poi piangeva e si buttava a terra perché non voleva andare. Ho cercato di chiedergli i motivi, ma non mi diceva nulla. Ne avevamo parlato con maestre anche nel corso di una pizzata, volevo capire perché il bambino reagiva in quel modo, ma non ho mai avuto risposte». Ieri, davanti al giudice monocratico Cristiana Caruso, sono state ascoltate le testimonianze dei genitori dei piccoli allievi di A.T, insegnante di 42 anni di una scuola materna di Como, accusata dal pubblico ministero Daniela Moroni di maltrattamenti di alcuni bimbi.

«A settembre 2017 mi chiamò la Questura – ha detto un’altra mamma –. Ho visto le immagini con la maestra che urlava. Quattro bambini seduti con lei al centro, mio figlio si sporge e lei urla... Attorno c’era il caos. Non le ho mai detto nulla: ho scelto di non parlare alla maestra e fare in modo che le cose andassero per conto loro. So che altri genitori erano molto contenti di lei, davano per scontato che fosse dalle parte del giusto. Noi invece venivamo guardate quasi male perché avevamo chiamato la Questura». L’indagine, scaturita dalla denuncia del genitore di un allievo, era sfociata nell’installazione, per 45 giorni, di telecamere nella classe affidata ad A.T. Gli investigatori della Squadra Mobile avevano ripreso e osservato ciò che avveniva con i piccoli, arrivando a parlare, nella loro relazione informativa, di bimbi «umiliati… terrorizzati e immobili», o ancora di «punizioni pubbliche quando qualcuno faceva qualcosa che non andava bene».

L’episodio scatenante, era stato un bimbo di 4 anni uscito da scuola con una guancia arrossata, riferendo ai genitori di aver ricevuto uno schiaffo. Referto del pronto soccorso alla mano, il padre del bimbo si era rivolto alla polizia, spiegando inoltre che, secondo il bimbo, non era la prima volta che succedeva, con i bambini «un po’ troppo monelli». Da questo racconto erano partiti gli accertamenti e poi le intercettazioni ambientali. Il processo, al quale l’imputata è sempre presente, proseguirà a luglio, poi ancora a settembre con i testimoni della difesa.