L'incendio di Sorico (Anp)
L'incendio di Sorico (Anp)

Sorico (Como), 4 gennaio 2019 - Sembra  non estinguersi mai il fronte di fuoco che da quattro giorni tiene in scacco l’Alto lago. Ancora ieri mattina sono state evacuate alcune persone in via precauzionale, dalla frazione di Albonico, ed è stata inviata l’unità di crisi locale dei vigili del fuoco di Como. Fin dalle prime ore del mattino i tizzoni nascosti sotto le sterpaglie e la cenere, hanno ripreso vigore a causa del forte vento, restituendo ancora forza allo stesso rogo mai completamente estinto. Le stesse condizioni meteorologiche apparse molto critiche, che ancora una volta hanno impedito l’utilizzo di canadair per spegnere le fiamme intervenendo dall’alto.

Per tutta la giornata di ieri hanno lavorato sul fronte dell’incendio le squadre dei vigili del fuoco provenienti da Como, Lecco e Sondrio, impegnate su un fronte principale che si è sviluppato appunto ad Albonico. Nel corso della giornata, le raffiche di vento, che in quota hanno raggiunto i cento chilometri orari, hanno spinto le fiamme verso una gola, in località Pelado, e da qui ancora pericolosamente vicino alla zona dell’agriturismo Giacomino. Un primo tentativo di far alzare in volo i canadair per arginare il fuoco è stato fatto nella tarda mattinata di ieri, ma gli aerei imantincendio sono dovuti rientrare velocemente alla base, senza poter portare a termine alcun intervento sul territorio.

Nel pomeriggio i vigili del fuoco hanno nuovamente valutato la possibilità di intervenire dall’alto, facendo alzare gli aerei, ma di fatto la giornata ha visto solo interventi da terra, più impegnativi e che non garantiscono il controllo dell’intero territorio attaccato dal fuoco. Si parla di un’area di almeno 200 ettari solo a Sorico, separata da un altro incendio che si è sviluppato parallelamente, a Vercana: una decine di chilometri di distanza e un innesco completamente a se stante. Nel pomeriggio i vigili del fuoco di Como hanno inviato a Sorico l’Unità di Crisi Locale, una sala operativa mobile che viene utilizzata in caso di interventi articolati, e che richiedono l’impiego di numerosi uomini. Nel frattempo Regione Lombardia ha dichiarato lo stato di alto rischio per l’Alto Lago di Como, anche a fronte delle previsioni meteo dei prossimi giorni, ritenute favorevoli all’innesco e propagazione di altri focolai. In questo periodo è in vigore il divieto assoluto di accensione di fuochi nei boschi o a distanze inferiori a cento metri. È infatti questo il maggiore pericolo, situazioni anche minime che posso generare tizzoni apparentemente invisibili, trascinati dal vento e in grado di trasformarsi in incendi di grandi dimensioni.