Giuseppe Soffiantini dopo la liberazione
Giuseppe Soffiantini dopo la liberazione

Brescia, 12 marzo 2018 - E' morto questa notte, all'età di 83 anni, l'imprenditore tessile di Manerbio, nel Bresciano, Giuseppe Soffiantini. Era ricoverato in ospedale per problemi al cuore. Quel cuore che ha battuto all'impazzata quando per 237 giorni fu tenuto prigioniero per mano dell'Anonima sequestri: una banda capeggiata da Mario Morto, ex pastore di Ovodda, paese sardo nel Nuorese. Era il 17 giugno del 1997 quando, tra le 22.30 e le 23, l'impreditore tessile viene prelevato con un blitz fulmineo nella sua villa a Manerbio. Passeranno diversi mesi prima che, il 9 febbraio dell'anno successivo, Soffiantini possa tornare a casa.

I rapitori, un gruppo di esperti banditi, prima imbavagliano sua moglie Adele, morta meno di un anno fa e la sua collaboratrice domestica, poi lo portano via. Soffiantini fu rinchiuso in diversi covi tra la Calvana, catena montuosa toscana, le montagne pratesi e le campagne tra Grosseto e Siena, dove fu tenuto in condizioni disumane da Giovanni Farina e Attilio Cubeddu. Si tratta di uno dei sequestri più lunghi e particolari avvenuti in Italia. Soffiantini tentò di fuggire ma fu ripreso; subì anche il taglio della cartilagine delle orecchie.

Nel corso del sequestro, il 17 ottobre 1997, fu ucciso a Riofreddo, durante un blitz fallito per tentare di liberare Soffiantini, il poliziotto Samuele Donatoni, ispettore del Nocs che si era recato a un appuntamento con i rapitori fingendo di essere un mediatore della famiglia. È il 9 febbraio 1998, sono circa le nove di sera quando Adele risente al telefono la voce del marito: "Sono libero, venitemi a prendere". Soffiantini è all'Impruneta, alle porte di Firenze. Per la sua liberazione viene pagato dalla famiglia un riscatto di cinque miliardi di lire.

Giovanni Farina fu poi arrestato in Australia, mentre Cubeddu, mai rintracciato, sarebbe stato ucciso dallo stesso Farina per non dover dividere i soldi del riscatto. Sulla vicenda Soffiantini scrisse anche un libro intitolato "Il mio sequestro", dal quale poi è stato costruito uno sceneggiato televisivo con Michele Placido. Rimasto vedovo della moglie Adele Mosconi lo scorso maggio, Soffiantini lascia tre figli Carlo, Giordano e Paolo.