Francesca Manfredi, morta nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 2020
Francesca Manfredi, morta nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 2020

Brescia, 22 luglio 2021 Ieri nel primo pomeriggio è stata celebrata l’udienza preliminare riguardante la morte per overdose di Francesca Manfredi, morta nella notte tra il 23 e il 24 agosto nell’appartamento della località Fornaci di Brescia dove viveva da poco, dopo avere partecipato a un festino in cui i protagonisti erano alcol e droga. Cinque persone sono accusate di spaccio di droga, uno, il 30enne Cristian Paloschi di omicidio preterintenzionale perché secondo gli investigatori è stato lui a iniettare la dose di droga che ha poi ucciso la ragazza e una, un’amica di Francesca, di omissione di soccorso poiché sarebbe colpevole di non averla aiutata, forse senza capire davvero cosa stava accadendo.

La ragazza, difatti, ha allertato il 112 solo la mattina dopo la festa, quando ormai per Francesca non c’era più nulla da fare. Cristian Paloschi, di Brescia, è in carcere dal marzo scorso. Tra i cinque spacciatori uno risultava ancora indagato. Si è costituito ieri presentandosi in aula. La mamma della giovane si è costituita parte civile. Dei cinque spacciatori uno, Thomas Maroni, è stato ammesso al rito abbreviato. Gli altri quattro e l’amica, secondo le richieste fatte ieri sai loro legali, sceglieranno il tipo di rito a cui essere sottoposti il prossimo 15 settembre. In aula era presente la mamma di Francesca Manfredi, che si è costituita parte civile.

La donna concorda con la ricostruzione della Procura, che ritiene che "Francesca è morta dopo che Paloschi le ha iniettato l’eroina": il primo "buco" della sua vita. Questo perché, secondo la donna "Francesca aveva paura perché una sua amica era morta per questo tipo di droga e continuava a ripetere come si potesse morire per quella roba". La donna vuole che i colpevoli paghino. Non vuole risarcimenti simbolici. Vuole solo ed esclusivamente la verità. Durante il festino notturno Francesca e gli amici avevano assunto diverse sostanze, anche se letale è risultata l’eroina che le ha causato un arresto cardio respiratorio. Grazie agli investigatori e alla Procura la ricostruzione della vicenda e l’identificazione dei protagonisti è stata piuttosto rapida.