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26 gen 2022

Il mini satellite made in Brescia rilasciato in orbita è entrato in servizio

Il padre del progetto della GP Advanced Project: "Ha iniziato subito a trasmettere, è andato tutto bene" La nuova tecnologia servirà per fornire connettività in tutte quelle aree che sono ancora “senza campo“

26 gen 2022
federica pacella
Cronaca
Sopra Guido Parissenti Ceo e fondatore dell’azienda GP Advanced Project di Brescia A sinistra il Fees2 del peso di trecento grammi e la stazione spaziale internazionale dal quale ieri è stato inviato il satellite che aveva lasciato la terra il 21 dicembre scorso
Il Fees2 del peso di trecento grammi
Sopra Guido Parissenti Ceo e fondatore dell’azienda GP Advanced Project di Brescia A sinistra il Fees2 del peso di trecento grammi e la stazione spaziale internazionale dal quale ieri è stato inviato il satellite che aveva lasciato la terra il 21 dicembre scorso
Il Fees2 del peso di trecento grammi

Brescia - L’attesa , il conto alla rovescia, quindi il rilascio. Potere della tecnologia, che consente di mandare in orbita nanosatelliti e di seguire il lancio direttamente dal web, attraverso una vera e propria finestra sullo spazio. In molti ieri hanno seguito sul canale Youtube della Nanorax il rilascio di Fees2, il più piccolo satellite mai lanciato dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), opera dell’azienda bresciana GP Advanced Project. «Sono estremamente contento che il rilascio sia andato a buon fine – ha dichiarato Guido Parissenti, Ceo e fondatore dell’azienda - il nostro satellite da subito ha cominciato a trasmettere, informandoci che tutto procede come da piani. Questo lancio ci permetterà di raccogliere ulteriori importanti informazioni per progettare al meglio la prossima generazioni di satelliti che costituiranno la prima costellazione di nanosatelliti privata italiana per IOT".

Il nanosatellite aveva lasciato la terra il 21 dicembre per raggiungere l’Iss attraverso l’azienda americana Nanorax, che si è occupata anche del rilascio di ieri. Un viaggio per il quale l’azienda bresciana era stata autorizzata dalla Nasa, dopo aver superato le verifiche sull’incolumità per gli astronauti presenti sulla stazione spaziale e sulla rilevabilità del satellite da terra. La meta finale , però, non era l’Iss ma, appunto, lo spazio. Il rilascio di Fees2 è lo step ulteriore per arrivare all’obiettivo finale. Se tutto andrà bene, in orbita arriveranno un centinaio di nanosatelliti che forniranno connettività a dispositivi dell’Internet of things (IOT), ricevendo i dati da dispositivi quali sensori di umidità o temperatura nei campi agricoli, Gps su container navali, impianti off-shore o Oil and gas nel deserto, rilevatori sulle catene montuose. Sarà così possibile fornire connettività in aree attualmente “senza campo“, per le imprese che potranno così sviluppare le loro attività.

Si tratta di un mercato in forte espansione: entro il 2025 si prevede che ci saranno almeno 30 milioni di sensori IoT che utilizzeranno la comunicazione via satellite. Nel mondo per ora non sono molti gli operatori specializzati in questo specifico ambito: la PMI innovativa bresciana è stata la prima in Italia, tra le 15 nel mondo. "Le dimensioni di Fees 2 sono 10 x 10 x 3 centimetri per un peso di 300 grammi – spiega Parissenti – questo ci consente di ridurre i costi e i tempi di lancio, fornendo un servizio puntuale". Dopo Fees2, i primi 9 satelliti commerciali saranno lanciati tra fine 2022 o inizio del 2023, e poi si punta ad avere i primi 50 operativi nel 2025 ed un centinaio nel 2027.
 

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