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27 lug 2022
27 lug 2022

Aumenta l’inquinamento nell’aria "Non uscite nelle ore più calde"

I picchi di ozono legati alle alte temperature causano irritazioni alla gola e difficoltà respiratorie

27 lug 2022
Guido Lanzani di Arpa Lombardia
Guido Lanzani di Arpa Lombardia
Guido Lanzani di Arpa Lombardia
Guido Lanzani di Arpa Lombardia
Guido Lanzani di Arpa Lombardia
Guido Lanzani di Arpa Lombardia

Non solo disagio per tutti e rischio di malori per i più fragili: con le alte temperature aumenta anche l’inquinamento fotochimico. "La presenza di un’area anticiclonica sul bacino del Mediterraneo – segnala Arpa – continuerà a creare le condizioni favorevoli per la formazione e l’accumulo, anche nei prossimi i giorni, di inquinanti fotochimici". Meno noto dei Pm10, che creano sempre molto allarme nel periodo invernale, questo inquinamento non è meno pericoloso perché ha impatti su salute e ambiente. "Si forma in presenza di condizioni meteo di stabilità, di luce solare e di sostanze in atmosfera – spiega Guido Lanzani, esperto di qualità dell’aria di Arpa Lombardia – . In estate l’inquinante tipico è l’ozono, che non è prodotto direttamente da nessuna sorgente, ma deriva da ossidi di azoto e composti organici volatili (Cov)".

In sostanza, la luce solare “attiva“ combinazioni tra Nox, No2 e Cov, portando alla formazione di ozono. "Il problema è diffuso, perché legato all’insolazione – sottolinea Lanzani –. La Pianura Padana è sfavorita, perché è un bacino chiuso da Alpi e Appennini: quelle sostanze tendono ad accumularsi e si rischia di avere i massimi. Servono interventi di lungo periodo, come quelli del Pria (Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria, ndr) per ridurre gli ossidi di azoto, mentre un blocco delle auto sarebbe controproducente. D’altra parte i composti organici volatili vengono in parte dalle foreste, per cui si capisce come la battaglia sia complessa".

Nel frattempo bisogna convivere con questo gas naturale, che a luglio, in tutte le province lombarde, ha superato la soglia di informazione. "Essendo un forte ossidante – si legge nell’informativa di Arpa, che monitora quotidianamente le concentrazioni – è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio pure a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare".

Per minimizzare gli effetti bisogna evitare attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione; utile una dieta ricca di sostanze antiossidanti a base di frutta o verdura di stagione.Federica Pacella

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