Il professor Ausilio Priluli (a sinistra), posa accanto al masso inciso
Il professor Ausilio Priluli (a sinistra), posa accanto al masso inciso

Artogne (Brescia), 18 ottobre 2020 - Eccezionale scoperta ad Artogne, che potrebbe diventare uno dei centri archeologicamente più interessanti della bassa Valle Camonica. Nella zona di Monte Campione, difatti è stata scoperta un’incredibile pietra posta sulla cima Campione a 1.830 metri di altezza che porta incisa con figura antropomorfa orante con braccia alzate, del tutto simile a quelle che caratterizzano la zona di Capo di Ponte. La scoperta spetta al professor Ausilio Priuli: uno tra i più noti studiosi delle incisioni rupestri camune al mondo.

«La segnalazione del masso mi è arrivata da Massimo Piotti: un giovane di Pezzaze, che ha notato questa pietra e mi ha condotto nel luogo ove si trova, incredibilmente isolata – spiega Priuli – A metterla nel periodo più recente possibile, ritengo che sia almeno dell’età del bronzo, ovvero del secondo millennio avanti Cristo. La posizione è incredibile per essere una figura isolata. Non solo. Vi è un dettaglio per me importante di questa figura: vede che è di sesso maschile, ma nello stesso tempo si individuano due punti ai lati del busto che potrebbero rappresentare il seno. Ne possiamo dedurre che si tratti contemporaneamente di un maschio e di una femmina. Potrebbe trattarsi della rappresentazione di un essere superiore".

Quella fatta recentemente è solo una delle scoperte di Priuli nel territorio di Artogne, che parrebbe collegato alla zona archeologica di Pisogne, che si trova tra Gratacasolo, la località Campidei e la Val Palot. «A Monte Campione 1.800, in località Massimale, ho scoperto le tracce di un antico insediamento e in particolare un bàrek, ovvero un recinto per animali in pietra che racchiudeva una superficie di oltre 3mila metri quadrati. Analizzando fotografie satellitari e fatte con un drone ho notato che adiacente al bàrek e parzialmente coperto da esso c’è un immenso villaggio costituito di 20 case allineate una accanto all’altra per una lunghezza di 150 metri. Addirittura si individua il canale per approvvigionarlo d’acqua. Accanto a questo l’altro ieri ho trovato altre due grandi case di circa 15metri di lunghezza, forse due antiche stalle. Il tutto si data al primo millennio a.C.".

Non solo. Priuli ha scoperto in zona rocce con coppelle e segnala la presenza di almeno una quindicina di rocce istoriate e di altri insediamenti preistorici, che sta studiando. Intanto il Comune di Artogne sta lavorando per ottenere finanziamenti utili alla ricerca ma non solo. "Ci rivolgeremo agli enti sovracomunali per avere una prima mappatura di quanto esiste – sottolinea il sindaco Barbara Bonicelli – in futuro si potranno creare percorsi turistici dislocati sui diversi livelli del paese: a 1.200 e a 1.800 dove ci sono i ritrovamenti più importanti".