Edolo (Brescia), 8 luglio 2018 - Una giornata che non sarà dimenticata e di certo resterà non solo nel cuore dei camuni, ma di tutti i bresciani e di coloro che in famiglia hanno avuto un militare. Da ieri l’Adamello, che con i suoi 3.539 metri è considerato la “montagna per antonomasia” del territorio, è stato consacrato a vetta sacra della Patria ed equiparato a luoghi insiti nel cuore degli italiani come il Fiume Piave e il Monte Grappa: simbolo dei caduti non solo della Prima Grande Guerra ma di tutti i conflitti. La manifestazione è stata voluta, pensata ed organizzata dall’associazione Impronta Camuna con il coordinamento della prefettura di Brescia e la collaborazione delle quattro Forze Armate Italiane, della Guardia di finanza e della polizia di Stato, oltre che di tanti volontari, tra cui il Gruppo Alpini e il Comune di Edolo.

A consacrare la vetta dell’Adamello, dopo l’alzabandiera effettuato da due alpini in armi, dalla medaglia d’argento al valor militare Stefano Ruaro e dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, è stato padre Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l’Italia da un elicottero Ab205 dell’aviazione militare, che ha sorvolato la sommità del monte ove duramente si combatté durante la Guerra Bianca dove è stato steso un enorme Tricolore.

«È un momento fondamentale per l’Italia, gli italiani e per le nostre Forze armate che così ricordano e onorano tutti i loro caduti nelle guerre di ieri e di oggi con un pensiero al primo conflitto mondiale, servito a gettare le basi della nostro contemporaneità – ha commentato l’Ordinario militare per l’Italia Santo Marcianò – un plauso va a Impronta Camuna, che ha voluto questo momento sentito che ha portato tanti militari e civili in Valle Camonica». La cerimonia, toccante e significativa, si è svolta in due luoghi ma nello stesso momento: a Edolo, da cui i militari cento anni fa partivano per andare in prima linea a combattere e sulla sommità dell’Adamello. A fondo Valle si sono radunati numerose centinaia di soldati in armi, tra cui l’intera fanfara e un picchetto in armi della Brigata Julia delle Truppe Alpine, appartenenti alle associazioni combattentistiche e d’Arma, alle Unità Cinofile Italiane Soccorso, alla Protezione Civile, all’Ana e al corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa, e tanti appassionati.

Dopo l’alzabandiera, la Santa Messa e la benedizione è stato anche consegnato il premio Impronta Camuna alle Truppe Alpine rappresentate dal proprio vicecomandante Generale di Divisione Marcello Bellacicco, a sua eminenza il cardinale Giovanni Battista Re e all’associazione Nazionale Alpini. A concludere le iniziative ufficiali vi è stato il sorvolo del lago d’Iseo, della Valle Camonica e dell’Adamello da parte di tre Tornado in forza alla base dell’aeronautica Militare di Ghedi. In serata si è svolto un recital musicale dedicato al capitano Giovanni Sora organizzato nella base logistica dell’Esercito Italiano di Edolo.