Frana di Tavernola Bergamasca, sì alla messa in sicurezza. Ecco il progetto

La fine dei lavori entro la fine dell’anno e per la prima metà del 2026 è prevista la fine dei lavori

Il monte Saresano sopra Tavernola Bergamasca

Il monte Saresano sopra Tavernola Bergamasca

Tavernola Bergamasca, 1 febbraio 2024 - Un intervento complesso, che il territorio aspettava da tempo. Dal 22 febbraio 2021 quando una frana precipitata dal monte Saresano fece scattare l’allarme. A distanza di tre anni dall’evento, è arrivato il via libera della Conferenza dei servizi, parere decisivo per l’approvazione del progetto esecutivo relativo ai lavori di mitigazione nella zona della miniera Ognoli, del cementificio della società “ItalSacci“ (subentrata nella gestione nel 2018), dove non si estrae più materiale dal 2000.

Entro la fine dell’anno verrà allestito il cantiere per la realizzazione dei lavori di consolidamento della frana che si presume possano terminare entro la prima metà del 2026. Tre gli interventi previsti.

Il primo intervento

A valle della località Squadre di Vigolo, apice dello smottamento. Per consentire di operare in sicurezza, verrà demolita la casa diroccata vicino alla provinciale 78, mentre a protezione delle abitazioni un tratto verrà palificato. Saranno anche realizzati canali in cui convogliare le acque meteoriche che, infiltrandosi nel terreno, possono fare da acceleratore della frana.

Il secondo intervento

Nell’ex piazzola ecologica, dove verranno posizionati una serie di tiranti fino a 90 metri di profondità, con la funzione di stabilizzare su diversi piani le spinte dello smottamento.

Il terzo intervento

L’ultimo intervento è al piede della frana, appena sopra la bretella dove nel novembre 2010 scese la frana dei Pinnacoli. Anche qui tiranti e iniezioni cementizie nella fascia di scorrimento. Gli interventi sono finanziati dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (mase) per 10 milioni e 200mila euro e dalla Regione Lombardia per 4 milioni e 800mila euro, più un altro milione e mezzo per la progettazione affidata alla “Alpina Spa“ di Milano.

In questi anni si è guardato con apprensione ai movimenti della montagna: a causa del cospicuo volume del movimento franoso (circa 2,1 milioni di metri cubi), non è possibile escludere la possibilità che parte del materiale, in caso di collasso, possa franare nel lago determinando la formazione di un’onda anomala o di tsunami che andrebbe ad interessare anche parte dei comuni rivieraschi bresciani, Monte Isola in primis. Soddisfatto il sindaco di Tavernola, Ioris Pezzotti: "È stata premiata la collaborazione tra enti locali, Regione e Autorità di bacino, insieme al lavoro svolto dai parlamentari bergamaschi che in sede governativa hanno sostenuto il finanziamento". Ottenuto l’ok della Conferenza dei servizi, il passo successivo è la validazione finale del progetto esecutivo in modo che ad aprile possa essere pubblicata la gara di appalto.