Bergamo, 96 comuni senza sportelli bancari: servizi a rischio in metà provincia. “Crollano anche le assunzioni”. Cosa sta succedendo

A lanciare l’allarme è la First Cisl: dal 2010 i presidi bancari in Bergamasca sono diminuiti del 43,1%, passando da 770 a 438, mentre dal 2013 a oggi i dipendenti sono calati del 15%

uno sportello bancario
uno sportello bancario

Bergamo, 27 dicembre 2023 – Oltre la metà dei piccoli comuni della Bergamasca rischia di restare senza presidi bancari nei prossimi anni, senza contare che nell’ultimo decennio è aumentata del 382% la popolazione orobica che risiede in un comune senza alcuno sportello bancario. A lanciare l’allarme è la First Cisl, che in uno studio mostra l'evoluzione del fenomeno della desertificazione bancaria nella provincia. Oltre all'aumento dei comuni che non hanno più alcuno sportello bancario resta alto il numero dei comuni con un solo sportello e quindi a rischio di desertificazione assoluta.

I numeri

Dal 2010 gli sportelli bancari in provincia sono diminuiti del 43,1%, passando da 770 a 438: i comuni attualmente senza alcuno sportello bancario sono 96, il 39,51% (erano 43 solo 8 anni fa) mentre quelli con un solo sportello bancario sono 55, il 22,63%. Nel 2013 i dipendenti delle banche erano in tutto 310.258; al "censimento" di fine 2022 ne erano rimasti 264.132, con un calo del 15%. "La presenza di sportelli sul territorio non significa solo servizi, ma anche consulenza finanziaria dedicata" - sottolinea Giovanni Salvoldi, segretario generale First Cisl Bergamo -. Solo il 30% degli individui in Italia è educato finanziariamente e i numeri sono molto bassi anche tra i giovani: uno studente su cinque infatti non possiede le competenze minime utili a prendere decisioni finanziarie responsabili ed autonome. Si tratta di una fragilità culturale che ha effetti negativi sia sul benessere dei singoli che sul sistema Paese nel suo complesso”.

Crollano le assunzioni

Dallo studio emerge un ulteriore fenomeno: oltre ad una generale contrazione del numero degli addetti nella rete commerciale anche l'organico delle storiche sedi direzionali dei grandi gruppi bancari presenti a Bergamo si sta lentamente riducendo e in parallelo si riscontra anche un crollo delle assunzioni in provincia. "Una significativa riduzione delle opportunità occupazionali per i giovani – conclude Salvoldi – che, se vogliono lavorare nei grandi gruppi bancari, devono spostarsi nell'area metropolitana di Milano. Ribadiamo che il progressivo abbandono dei territori che si realizza, da una parte con la chiusura degli sportelli e la riduzione degli addetti, dall'altra dallo spostamento dei centri decisionali che sono sempre più accentrati, rischiano di indebolire il ruolo sociale delle banche e la loro concreta vicinanza al territorio e alle persone".