Bergamo, sottopasso di via Gavazzeni tunnel “dedicato” allo spaccio

Il sottopasso pedonale della stazione ferroviaria è diventato un luogo dominato da sbandati, tossicodipendenti e spacciatori, suscitando timori di gravi incidenti. I controlli delle forze dell'ordine sono presenti, ma la situazione rimane preoccupante

Bergamo, sottopasso di via Gavazzeni tunnel “dedicato” allo spaccio

Il sottopasso nei pressi della stazione

Una terra di nessuno. Preda di sbandati, tossicodipendenti e spacciatori. Per percorrerlo dall’imbrunire fino a tarda sera, è aperto dalle 5 del mattino alle 0,15, bisogna avere coraggio. Il sottopasso pedonale della stazione ferroviaria di Bergamo è diventato il supermarket dello spaccio. Al netto del passaggio degli studenti del polo scolastico di via Gavazzeni e viale Europa, che lo percorrono per raggiungere i loro istituti e per tonare alla stazione ferroviaria o a quella delle Autolinee (quella dei bus), sono pochi i viaggiatori che si avventurano qui. Da quando in stazione, causa i lavori per la realizzazione della nuova struttura, è attivo un solo binario nessun viaggiatore deve più scendere le scale.

L’indicazione per i binari è stata coperta da un nastro adesivo nero e gli accessi alle piattaforme inibiti con una rete che quasi ogni giorno gli operai al lavoro devono ripristinare perchè divelte. Sono stati smontati anche gli schermi, visto che non serviranno più fino alla fine dei lavori. Urla, calci alle macchinette che distribuiscono snack e bevande, gente che si rincorre e giovani che furtivamente si passano sacchetti sospetti tra le mani, senza nemmeno provare a nascondersi al di là della porta in ferro che dà sulle scale verso gli ultimi binari: scene che sono diventate una consuetudine quotidiana. E che hanno fatto crescere i timori che prima o poi possa accadere qualcosa di grave.

"I controlli ci sono - sottolineano alcuni pendolari -, uomini e mezzi delle forze dell’ordine sono presenti a qualsiasi ora, ma sul piazzale della stazione. Ce ne sono meno qua nel sottopasso, dove al calar del sole chi scende quella rampa di scale non lo fa per attraversare il sottopasso, ma per sistemare questioni personali al riparo da sguardi indiscreti".

Qualche turista, a volte, sbaglia strada, scende le scale e s’impressiona, prima di riprendersi in mano la valigia e fare velocemente dietrofront. "Fino al 2019 ho frequentato il Natta e dunque conosco bene questa zona e il sottopasso pedonale, che frequentavo ogni giorno. - spiega un viaggiatore -. I problemi c’erano già. Qualche anno prima avevano iniziato a chiudere il sottopasso la notte proprio perchè invivibile".

Michele Andreucci