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16 lug 2022

Valle Brembana, quel piccolo insetto che fa strage di alberi

Si chiama bostrico e si nutre di abeti rossi. Colpite dall’aridità, le piante non hanno la forza di difendersi

16 lug 2022
michele andreucci
Cronaca
Giorgio Vacchiano, secondo Nature uno degli 11 scienziati emergenti al mondo
Giorgio Vacchiano, secondo Nature uno degli 11 scienziati emergenti al mondo
Giorgio Vacchiano, secondo Nature uno degli 11 scienziati emergenti al mondo
Giorgio Vacchiano, secondo Nature uno degli 11 scienziati emergenti al mondo

Branzi (Bergamo) -  È un piccolo insetto originario dell’Asia settentrionale, presente nelle nostre foreste sin dagli anni Novanta che adesso, a causa dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento delle temperature, ha raddoppiato il proprio ciclo produttivo con conseguenze disastrose per le piante, che vengono aggredite e muoiono. Nella Bergamasca la situazione più critica a causa del bostrico, questo il nome dell’insetto, si registra nei boschi della Valle Brembana, dove si può parlare a tutti gli effetti di epidemia, in particolare nei comuni di Branzi e Isola di Fondra: solo a Branzi sono circa 350 gli ettari di bosco colpiti.

Spiega la presidente di Legambiente Bergamo, Elena Ferrario: "Molti boschi sono stati trasformati a fini produttivi in monocolture di abete rosso, che è proprio la pianta attaccata dal bostrico". «La situazione è disastrosa – commenta preoccupato il presidente della Comunità montana Valle Brembana, Jonathan Lobati – Soprattutto tra Branzi e Isola di Fondra, ma ci sono focolai sparsi anche in altri comuni. Un paio di mesi fa c’è stato un incontro con i vertici della Regione proprio su iniziativa del Comune di Branzi. Il progetto in cantiere è davvero importante, parliamo di 18 milioni per ripristinare il territorio forestale".

Coinvolto nel progetto, uno dei massimi esperti in materia, Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in Gestione e Pianificazione forestale all’Università Statale di Milano: secondo la rivista Nature, uno degli 11 scienziati emergenti nel mondo. "In Lombardia – sottolinea Vacchiano – non esiste una situazione critica come quella della Valle Brembana, dove prevediamo peraltro una recrudescenza del fenomeno. Lì, più che in altri luoghi colpiti dalla tempesta Vaia, i danni provocati dal vento stanno più che raddoppiando a causa del moltiplicarsi di questo insetto".

Il bostrico si nutre del tenero legno sotto la corteccia. "Quello da cui passa la linfa zuccherina – spiega Vacchiano – che scende dalle foglie e distribuisce in tutto l’albero il prodotto della fotosintesi. Dove il bosco di abeti è fuori dal clima ottimale o colpito dalla siccità, gli alberi non hanno abbastanza forza per dispiegare le loro difese. L’abbondanza di alberi caduti di recente per il vento, si traduce in un’esplosione di bostrico. Ci sono così tanti insetti che anche gli alberi più forti cadono sotto le loro mandibole".

 

 

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