Genoa-Monza, una sfida nella sfida fra i due tecnici italiani emergenti

L’allenatore dei brianzoli frena: "Alberto è un amico, certamente non è una contesa fra me e lui". Ma intanto è andato in tribuna a San Siro per vedere il Grifone giocare (bene) contro l’Inter. .

Genoa-Monza, una sfida nella sfida fra i due tecnici italiani emergenti

Genoa-Monza, una sfida nella sfida fra i due tecnici italiani emergenti

Quanto vale la forza delle idee? Tanto. Vedere, per credere, la classifica di A: Genoa-Monza vale la metà, grazie ad Alberto Gilardino e Raffaele Palladino, amici avversari nell’élite della zona medio-alta. Così forti le idee del primo, che l’allenatore brianzolo è andato a studiarlo da vicino a San Siro nell’ultimo incrocio contro l’Inter, dove il Grifone ha tutt’altro che sfigurato: a destra il vice Citterio, a sinistra il collaboratore tecnico Peluso, per non perdere ogni dettaglio di una squadra che, da neopromossa, ma con una tradizione già nota in massima serie, sta replicando il percorso del Monza di un anno fa.

Qui, però, una nota è doverosa: quella squadra, il Monza, era al primo anno in Serie A della sua storia. Guardare avanti è l’ossessione positiva di Palladino: avanti, ma non lontano, perché gambe, testa e cuore sono solo alla prossima partita, dove il ritorno ai 3 punti dopo il passo falso contro la Roma è la priorità, dove confermare il trend positivo contro le dirette rivali è l’obiettivo. Fin qui solo l’Empoli ha raccolto bottino pieno contro i biancorossi, e sarebbe un successo mantenere questa media di imbattibilità. Il Gila, dal canto suo, vuole fare lo stesso: nel 2024, e dalla sfida all’andata persa nel finale su gol di Dany Mota, è caduto solo contro l’Atalanta e i primi della classe, ma soprattutto, a 41 anni e alla prima esperienza su una panchina in A, provare a imporsi di fronte a chi è considerato al top tra gli emergenti è stimolo che diventa arma in più da trasferire ai suoi calciatori. "Ma non è la sfida tra me e lui - rilancia Palladino -. Alberto è un amico, siamo due allenatori giovani con tanta voglia di fare bene, lui sta facendo un grandissimo lavoro e ha anche punti in meno rispetto a quelli che avrebbe meritato". Da Genova, quindi, Gilardino parla di step di crescita: una volontà comune che passa da schemi, che schemi non sono. Nulla di prestabilito, codificato, ma libero sfogo alle qualità: "Decideranno i miei calciatori come difendere e impostare", dice Palladino portando avanti la sua tradizione di tenere le carte coperte fino all’ultimo.

Dall’altra parte, invece, si sa che dal mazzo verranno calati Re, Retegui, e Jolly, Gudmundsson: due su cui fare all-in di attenzione sfruttando l’esperienza di un ex della partita come Armando Izzo, al rientro dalla squalifica. Chi non è partito per Genova sono invece Gagliardini e D’Ambrosio: il primo fermato da un problema alla spalla che lo aveva costretto al cambio contro la Roma, l’altro ancora ai box per un problema muscolare.

GENOA (3-5-2): Martinez; Vogliacco, Bani, De Winter; Sabelli, Messias, Badelj, Strootman, Frendrup; Gudmundsson, Retegui. All: Gilardino.

(4-2-3-1): Di Gregorio; Birindelli, Izzo, Pablo Marì, Carboni A.; Pessina, Bondo; Colpani, Maldini, Dany Mota; Djuric. All: Palladino.