Neanche l’emergenza ferma i truffatori
Neanche l’emergenza ferma i truffatori

Bergamo, 2 luglio 2020 - I truffatori non si fermano nemmeno davanti all’emergenza Covid: si spacciano per falsi infermieri oppure operatori di fantomatiche aziende private incaricati di effettuare a domicilio tamponi, test sierologici o sanificazioni delle case. E le vittime sono sempre anziani. Questa volta, però, il truffatore non ha fatto i conti con la badante ucraina della pensionata presa di mira, una donna di 44 anni, che ha sventato il raggiro mettendo in fuga il malfattore, dopo averlo colpito con la borsa della spesa e avergli assestato un paio di calci. È successo qualche giorno fa nel quartiere di Loreto. Il truffatore, un uomo italiano di bell’aspetto, ha suonato al campanello dell’abitazione dell’87enne, vedova da qualche anno, che in quel momento si trovava in casa da sola. Una volta aperta la porta, l’anziana si è trovata di fronte il malvivente, vestito con giacca e pantaloni sportivi, che le ha spiegato di essere un infermiere di una azienda incaricato di effettuare test sierologici in quella zona di Bergamo.

L’uomo ha spiegato alla pensionata che prima del prelievo avrebbe dovuto visitare i locali e sanificarli. Proprio mentre la donna stava per farlo entrare in casa, sul pianerottolo è comparsa la badante che, messa al corrente di quello che stava accadendo, ha chiesto all’uomo di qualificarsi e di fornirle il nome esatto e il numero di telefono dell’azienda. Di fronte al nervosismo del truffatore, la bandante ha iniziato a urlare contro di lui (“Vattene via, sei un truffatore”), colpendolo con la borsa della spesa e calci. Al truffatore non è rimasto altro che darsi alla fuga. La pensionata ha preferito non rivolgersi alle forze dell’ordine.

Intanto non si placa l’allarme raggiri anche in provincia. Ha infatti già colpito due volte, al distributore di Bagnatica e a quello di Telgate, fuori dal casello dell’autostrada, il giovane truffatore al volante di un’automobile color rosa. L’uomo arriva alla stazione di servizio e fa la scena del padre disperato che ha versato per sbaglio benzina anziché diesel nella propria macchina. A quel punto inizia a chiedere soldi ai malcapitati, spiegando che disgraziatamente non gli va più il bancomat e che dovrebbe andare al più presto a prendere il figlio. Prima di salutare il truffatore dà un numero di telefono a garanzia, che però risulta sempre irraggiungibile, e un appuntamento in un bar o locale della zona al quale non si presenterà mai.