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6 apr 2020

Coronavirus, scontro Conte-Fontana su zona rossa a Nembro e Alzano

Il premier: ce ne assumiamo responsabilità ma nessuno ha impedito a governatori di fare ordinanza. Fontana: chiesta dal 3 marzo poi arrivato decreto

6 apr 2020
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (D) incontra il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, Milano, 30 gennaio 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI  +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Il governatore Fontana e il premier Conte
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (D) incontra il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, Milano, 30 gennaio 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI  +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Il governatore Fontana e il premier Conte

Bergamo, 6 aprile 2020 - E' ancora polemica sulla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano. Botta e risposta a distanza tra il premier Giuseppe Conte e il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. Su Nembro e Alzano "abbiamo sbagliato o fatto bene? Riteniamo di aver agito in scienza e coscienza, ce ne assumiamo tutta la responsabilità" ha detto Conte durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi -. Con la zona rossa estesa a tutta la Lombardia riteniamo di aver assunto una decisione più rigorosa. Ci sarà poi il tempo per giudicare e io non mi sottrarrò. Ora è il momento della concentrazione e del coraggio per uscire dall'emergenza tutti insieme". Il presidente del consiglio ha poi aggiunto: "Io mi sono attenuto sempre ad uno spirito di collaborazione, mi assumo mie responsabilità e non vado a cercare quelle degli altri ma chiedo collaborazione a sindaci e governatori. Non abbiamo mai impedito ai governatori di assumere un'ordinanza. Io però non voglio imputare o scaricare responsabilità". 

In merito una nota della Regione ha ricostruito dal punto di vista di Palazzo Lombardia i principali passaggi e i relativi provvedimenti assunti a partire dal 21 febbraio. La Regione ha fatto sapere che "a fronte della mappatura della diffusione del contagio, Regione Lombardia il 3 marzo ha reiterato, fra le altre, la richiesta di istituire una zona rossa per Nembro e Alzano, attraverso il Comitato Tecnico Scientifico di supporto a Palazzo Chigi che condivideva tale valutazione, inoltrandola al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute. L'8 marzo il Governo ha deciso con proprio dpcm - quello che ha generato il drammatico esodo notturno dalla Lombardia - di istituire la zona rossa in tutta la regione, superando ogni decisione relativa a Nembro e Alzano e cancellando quella di Codogno". 

In serata, intervenendo al Tg4, Fontana ha spiegato: "Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa, la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione. Forse - ha ammesso Fontana - su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa" in tutta la Lombardia "noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire".

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