Monta la protesta per il taglio delle piante di piazza dante
Monta la protesta per il taglio delle piante di piazza dante

Bergamo, 25 gennaio 2020 - Sui loro tronchi sono stati affissi fogli di protesta con scritto “Lasciatemi vivere“. Sono otto olmi, tre aceri e altrettanti faggi (quest’ultimi gli unici sicuri di non essere tagliati). Si trovano in piazza Dante, nel cuore della città, di fronte alla procura. Una zona destinata al restyling.
In attesa dell’avvio dei lavori, previsto per lunedì, sui social si è scatenata la protesta contro il taglio degli alberi. La notizia è finita pure in tv. E un paio di giorni fa è stato presentato in procura un esposto contro il taglio.

L’esposto è finito sulla scrivania del pm Fabrizio Gaverini che ha aperto un fascicolo modello 45, contro ignoti e senza ipotesi di reato. In prima fila per salvare gli olmi e i faggi Barbara Baraldi che, intervenuta a una trasmissione, aveva dichiarato: «Purtroppo la dura realtà sarà l’abbattimento, a meno che non riusciamo a cambiare le cose. Questi alberi sono sanissimi».

Un agronomo, Alberto Magri, ha fatto un’analisi sulle 14 piante. «Gli olmi non sono pericolanti, stanno benissimo, non ci sono crepe a livello corticale». L’agronomo ha inviato la sua perizia al comitato Bergamo Bene Comune che l’ha rilanciata su Facebook. «Gli olmi non sono pericolanti, lo certifica un agronomo», rilancia il comitato.

Per i progettisti che daranno un nuovo volto alla piazza, continuare a parlare della salute delle piante è una fake news. «Non parliamo di alberi, che tra l’altro non godono di ottima salute – è stato sottolineato in una intervista – ma di alberi sopra il Diurno: è questo rapporto che determina la scelta di tagliarli. Gli alberi impediscono la tutela del Diurno, che è un bene vincolato (ed è arrivato anche prima degli alberi). È fattibile sradicare gli alberi e spostarli altrove? Abbiamo consultato gli esperti e, dopo la valutazione, abbiamo capito che questa operazione non è raccomandabile».