Atalanta, la rabbia e l’orgoglio. Gasp: “L’Inter? Ora conta il Bologna”

A San Siro, dopo otto vittorie e due pareggi, la Dea si è fermata. C’è subito voglia di voltare pagina

Gianpiero Gasperini, tecnico dell'Atalanta

Gianpiero Gasperini, tecnico dell'Atalanta

La batosta del Meazza ha interrotto la lunga striscia positiva dell’Atalanta a quota 10. Dal 23 dicembre, dalla precedente sconfitta al Dall’Ara conto il Bologna per 1-0, otto vittorie e due pareggi per la Dea, comprendendo anche i due successi ottenuti in Coppa Italia.

Prima o poi la striscia doveva finire. È finita male, con un 4-0 pesante come punteggio, in una serata storta come quella del 4 dicembre all’Olimpico di Torino, con un sonoro 3-0 dei granata.

Da quella sconfitta torinese è arrivata la reazione con il 3-2 al Milan e il filotto da dieci vinte, due pareggiate e una persa con cui la squadra di Gasperini mercoledì sera si è presentata al Meazza contro la capolista.

Brutta sconfitta, ma la Dea gasperiniana in questi sette anni e mezzo ha dimostrato di saper voltare subito pagina anche quando cade malamente. Era accaduto dopo il 7-1 sempre dall’Inter nel 2017, con un filotto che portò al quarto posto, è accaduto dopo il 5-1 contro il City e lo 0-5 contro il Liverpool, con due qualificazioni nel girone di Champions.

È quello che ha ricordato anche Gasp nel dopo gara: "Ora pensiamo alla prossima, al Bologna tra tre giorni". In realtà al Bologna i nerazzurri ci stanno pensando da inizio settimana: quella di domenica pomeriggio è la sfida chiave di questo periodo ad alta intensità agonistica. Battere i rossoblu, avanti di due punti, 48 a 46, significherebbe il sorpasso al quarto posto a quota 49 e quanto meno impattare lo scontro diretto. Non solo, un successo aiuterebbe ad affrontare con serenità la successiva trasferta europea a Lisbona tre giorni dopo.

Poi il Bologna ospiterà la capolista Inter e l’Atalanta andrà a fare visita alla Juventus seconda in classifica. Per arrivare al meglio contro gli emiliani Gasp ha fatto turnover a San Siro lasciando fuori i diffidati De Roon e Holm, decidendo di farli rifiatare insieme all’altro esterno titolare Ruggeri.

Poi sul 3-0 per l’Inter, ma con più di mezz’ora da giocare, il tecnico ha tolto quattro titolari per non spremerli in vista del Bologna. Mossa logica data l’importanza di quello che sarà un vero e proprio spareggio.

L’Atalanta ci arriverà con tutti gli effettivi, senza defezioni, ma con due partite nelle gambe, due partite in una settimana a San Siro con l’annesso dispendio di energie anche nervose, mentre il Bologna, che aveva antipacipato venerdì scorso contro il Verona, ha avuto otto giorni per preparare la trasferta a Bergamo.