Pavia, 22 gennaio 2016 - Ha tenuto ferma un’alunna obbligando i compagni a prenderla a schiaffi, calci e pugni. Per questo motivo, la maestra 37enne V.L.R., residente a Sesto San Giovanni, è stata condannata con rito abbreviato a sei mesi di reclusione per violenza privata e percosse. L’episodio si è verificato in una scuola materna di Casorate Primo nell’aprile 2012, dove la maestra in quel periodo insegnava. All’epoca dei fatti la parte offesa, un’alunna dell’insegnante, aveva cinque anni. La piccola e sua mamma si sono costituite parte civile al processo, il giudice ha stabilito che la maestra dovrà versare loro una provvisionale da 10mila euro. La pena detentiva è stata sospesa.

Ad accorgersi di quanto successo, la mamma della bambina. Dopo averla accompagnata a casa come ogni giorno, la signora ha notato che la piccola presentava uno strano rossore al volto. Inizialmente ha attribuito il fatto a un’insolazione, poiché la bambina aveva giocato all’aperto. Ma qualche ora dopo, il padre della piccola ha incontrato casualmente il fratello di un compagno di scuola della bambina. Il ragazzo gli ha confidato che il fratellino a casa aveva raccontato di come la maestra lo avesse costretto, insieme agli altri alunni, a picchiare la piccola. La mamma della bambina, interrogandola su quanto accaduto, ha avuto conferma dell’episodio. Ha quindi subito portata al pronto soccorso la piccola, per fortuna non sono state riscontrate lesioni. Successivamente, al parco giochi ha avuto modo di entrare in contatto con le madri degli altri alunni, tutte hanno confermato l’accaduto.

Pochi giorni dopo, la maestra era stata affrontata durante una riunione di classe: «In un primo momento ha negato tutto, ma successivamente messa alle strette da tutti i genitori ha ammesso di avere effettivamente istigato i bambini a picchiare mia figlia mentre lei la immobilizzava», si legge nella denuncia depositata dalla mamma della vittima. La maestra ha poi chiesto scusa «per il suo comportamento e si è impegnata a non ripetere in futuro simili azioni». Agli atti risulta una seconda denuncia, quella sporta dalla madre di un bambino che era stato picchiato e sgridato violentemente diverse volte, tanto da accusare disturbi del sonno e ad avere comportamenti autopunitivi. Questo episodio però non era oggetto del processo a carico dell’insegnante che si è concluso mercoledì con la condanna dell’insegnante 37enne.