Pavia, 31 dicembre 2017 - Sono arrivati da tutta la provincia nella chiesa di Santa Maria del Carmine per venerare le reliquie di San Pio da Pietralcina, portate a Pavia da Irene Gaeta, figlia spirituale del Santo e fondatrice dei “discepoli di Padre Pio”. Dopo il rosario, la messa è stata celebrata dal vescovo Corrado Sanguineti, e dopo gli interventi di Irene Gaeta e dell’architetto Luciano Messia, pavese membro dei “discepoli di Padre Pio”, che per primo ha voluto l’iniziativa, sono state esposte le reliquie solitamente custodite a Roma, in particolare il crocifisso dell’ordinazione sacerdotale e un guanto e le garze per fasciare le stigmate.

«Non possiamo che essere orgogliosi - commenta il parroco del Carmine, don Daniele Baldi - di accogliere le reliquie del Santo, soprattutto durante le festività natalizie. Accogliere lo spirito del Natale significa accogliere Gesù«. «Ci ritroviamo a celebrare l’Eucaristia - ha detto nell’omelia il vescovo Sanguineti - non solo per accogliere le reliquie del Santo, ma anche la forza della sua testimonianza. Spesso viene ancora chiamato solo come «Padre Pio», il motivo è che la sua figura ha incarnato quella di un padre che continua a generare figli e figlie alla fede cristiana». Tra i tanti fedeli che hanno affollato la pur capiente chiesa del Carmine, i due gruppi di preghiera, quello di Pavia e quello di Santa Cristina e Bissone, riconosciuti ufficialmente dal Centro internazionale gruppi di preghiera di Padre Pio, che ha la sua sede a San Giovanni Rotondo. «Padre Pio ha voluto fortemente due cose - commenta don Gabriele Roveda, referente per il gruppo di preghiera di Pavia - i gruppi di preghiera e l’ospedale. Pregare e aiutare concretamente, questo ci chiede oggi San Pio». «Quello che Padre Pio ci ha rivolto durante la sua via terrena - ha detto ancora il vescovo Sanguineti nell’omelia - è un messaggio di luce e speranza: se dentro noi c’è la parola di Dio, siamo più forti del maligno».