Nova Milanese (Monza), 6 dicembre 2017 - Erbe da infuso. Ecco dove si annidava il tallio, il metallo-killer che ha devastato le famiglie Del Zotto e Palma di Nova Milanese. È la svolta tanto attesa, per il rompicapo che da oltre due mesi angoscia vittime, medici, inquirenti e l’intera comunità della cittadina brianzola, senza dimenticare Varmo, il paese friulano dove sembrava avesse avuto origine l’intossicazione. Nel pomeriggio di lunedì l’Izs di Torino (Istituto zooprofilattico sperimentale) ha segnalato alle autorità competenti la positività al tallio, in quantità superiore alla soglia minima di sicurezza, su alcune «erbe da infuso» di provenienza erboristica, campionate dai tecnici dell’Agenzia tutela salute per la provincia di Monza e Brianza. Le erbe erano state prelevate nel corso dell’ultimo sopralluogo effettuato dai carabinieri di Nova Milanese nell’abitazione dei coniugi Alessio Palma e Maria Lina Pedon, gli ultraottantenni ultimi intossicati dal metallo e ancora ricoverati presso l’ospedale di Desio. Erano state trovate, già spezzettate, all’interno di una ciotola, dentro la casa familiare di via Padova 7, alla periferia di Nova.

Appena in tempo, quindi, prima che fossero ingerite, con ulteriori danni per la salute dei componenti del nucleo famigliare. Sono in corso accertamenti, da parte dei carabinieri, rivolti ad appurare la provenienza del prodotto. Le erbe sono state trovate sfuse, senza nessuna indicazione sull’origine. Occorre capire se sono state acquistate, e in quale punto vendita, o raccolte, chissà dove. Enrico Ronchi, il marito di Patrizia Del Zotto (morta il 2 ottobre a poche ore di distanza dal papà Giovanni Battista Del Zotto), è uscito l’1 dicembre dall’ospedale, dopo estenuanti cure. E non ricorda nulla di preciso: «Erbette da infuso – dice, evidentemente provato dalla tragedia, dal citofono della bella villa in via Fiume 12 –? Non ho proprio idea di cosa stiamo parlando. Non ricordo di aver preso tisane o altro con erbe, non saprei da dove sono spuntate e come sarebbero finite qui. Io so solo che sono appena uscito dopo 60 giorni in ospedale, sono stato anche questa mattina dai carabinieri, che continuano a indagare».

Nonostante l’importantissimo riscontro avuto dal laboratorio, restano ancora tanti gli interrogativi da sciogliere: perché quelle erbe contengono tallio? Come lo hanno assimilato? Dove sono state raccolte o prodotte? Come sono passate dalla casa di via Padova a quella di via Fiume, o magari si trovavano in entrambe? Gli inquirenti adesso hanno una pista chiara da percorrere. Determinanti saranno le testimonianze dei due anziani, che si trovano in ospedale. Per entrambi le condizioni sono stabili, con la quantità di tallio nell’organismo in diminuzione. In ospedale, a Pavia, restano anche Laura Del Zotto e Serafina Pogliani, la badante dei due coniugi deceduti: Giovanni Battista Del Zotto e Maria Gioia Pittana. Il fascicolo della Procura di Monza per omicidio colposo diventa sempre più corposo.