Cogliate (Monza Brianza), 27 novembre 2017 - Uno stato confusionale, di choc. Per quanto accaduto. Per le motivazioni che ci sarebbero alla base. È quello che vive in queste ore chi è «dentro» l’omicidio di Marco Benzi e chi conosceva lui e la compagna Sabrina Amico, che l’ha ucciso. Famiglie distrutte, bambini da proteggere. Sangue, dubbi e lacrime.

«Non posso crederci – racconta una ragazza che lavora vicino al negozio Amico Bimbo di Solaro, di cui Benzi era titolare -, lo avevo visto venerdì sera, era passato da qui perchè aveva bisogno di cambiare dei soldi. Sembrava sereno, come sempre». La donna è rimasta a bocca aperta, quando ha saputo del possibile movente della tragedia. Che il 43enne potesse avere delle attenzioni particolari, morbose, nei confronti della bimba di 10 anni che Sabrina aveva avuto dal marito, lasciato alcuni anni fa. «Non ci credo – ripete -. Ho visto più volte i bambini, mi sono sembrati sempre tranquilli, sereni. Lui una persona gentile, normale, disponibile. Anche nell’ultimo periodo non avevo notato niente di strano, se non forse che non apriva proprio tutti i giorni il negozio. Comunque, mai mi sarei aspettata potesse succedere una tragedia del genere». E invece è successo, sabato intorno alle 8, nella palazzina a due piani di via Mascagni 9 a Solaro. La 37enne, a quanto pare dalle prime indagini , sospettava da qualche tempo che il compagno, con il quale da due anni condivideva tutto, potesse avere atteggiamenti sconvenienti, assurdi, verso i propri figli, avuti dal precedente matrimonio. Per questo aveva deciso di troncare immediatamente il rapporto, sconvolta. Lui, però, fedina penale macchiata da precedenti per furto, droga, armi e anche guida senza patente, negava. E non voleva interrompere la storia.

La donna – appena ha trovato le sue conferme ai suoi terribili dubbi – ha deciso di interrompere tutto nella maniera più drammatica. Colpendolo a morte, con un martello, mentre ancora dormiva. Quattro colpi senza diritto di replica. Poi la telefonata con l’ex marito e papà dei tre figli, l’arrivo delle ambulanze e dei carabinieri. La confessione. La motivazione choc (possibile che lo avesse sorpreso in flagrante, dopo averlo seguito, o avesse scoperto qualcosa sul suo cellulare) e l’arresto. Adesso Sabrina Amico, che lavorava in una gelateria di Garbagnate Milanese, è dietro le sbarre del carcere. Le indagini sono svolte dai carabinieri della compagnia di Desio, sotto la regìa del sostituto procuratore di Monza Alessandro Pepè. La casa di via Mascagni, alla periferia di Solaro, è vuota. Avvolta dal silenzio. Sole e vento non riescono a spazzare via le nuvole, il sangue e le lacrime di una vicenda che ha sconvolto il paese. Un dramma consumatosi proprio nel giorno in cui si celebrava la Giornata contro la violenza sulle donne. Una donna che uccide il compagno, credendo di aver scoperto il suo terribile segreto.