Milano, 17 gennaio 2016 - A fine gennaio scatterà la prima verifica: Cgil, Cisl e Uil chiederanno conto a Manpower dei risultati del programma per ricollocare i lavoratori di Expo. Sono circa 5.600 le persone che possono accedere al percorso di uscita, meno della metà dei 13mila che da maggio a ottobre 2015 hanno lavorato sul sito di Rho. L’agenzia interinale ha firmato il maggior numero di contratti, dopo essersi aggiudicata nel 2014 il bando per fornire personale all’evento. Manpower ha somministrato 600 addetti a Expo spa e quattromila ne ha destinati ad alcuni padiglioni, tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Ne ricollocherà anche altri mille, tutti dipendenti di Expo, dopo che le due società hanno siglato un impegno, anche economico, per lo scivolo.

Al momento al programma, Mp4Talent, hanno aderito «circa 900 persone – spiega in una nota l’agenzia – di cui circa 700 hanno preso parte al percorso di formazione». «Oggi – si legge nel testo – il 20% circa delle persone si sono ricollocate». I corsi proseguono (lunedì sono partite nuove classi) ma i lavoratori scalpitano per arrivare in fondo al programma, cioè al colloquio, visto che per alcuni di loro a metà febbraio scadranno gli ammortizzatori sociali. «Qualche risultato c’è – anticipa il neo-segretario di Cgil Milano, Massimo Bonini –. Faremo verifiche periodiche». «C’è un movimento da parte delle agenzie – osserva Renato Zambelli, responsabile Expo per la Cisl ambrosiana –. A livello governativo bisogna riposizionare la garanzia giovani come supporto per ricollocare questi lavoratori».

A febbraio arriveranno anche i rapporti sull’occupazione in provincia di Milano nel 2015. Le prime proiezioni dei sindacati, tuttavia, sono tutt’altro che lusinghiere: l’anno scorso la disoccupazione nell’area sarebbe calata dello 0,3%. L’Expo, insomma, non avrebbe prodotto alcun effetto sulle assunzioni, confermando un trend già osservato dall’ex Provincia di Milano dal 2012 al 2014, quando i contratti legati all’evento erano l’1% del totale. «Molto più dubbia è la stima di quanto i benefici occupazionali possano rivelarsi duraturi nel tempo», avvertiva già a inizio ottobre una relazione dell’osservatorio mercato del lavoro della Città metropolitana di Milano. «La vera eredità in termini di occupazione – prosegue il documento – dipenderà in buona parte, quindi, dalle nuove imprese che hanno tratto da Expo le motivazioni per la loro attivazione», specie nei settori dell’accoglienza, del commercio e del turismo. E a due mesi e mezzo dalla fine di Expo, non si è ancora chiusa la partita per gli stipendi di Palazzo Italia. Gli ultimi fascicoli sono passati ai legali dei sindacati.

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