Milano, 13 febbraio 2018 - Dopo la nuova sede in uno dei grattacieli di CityLife, ecco la sponsorizzazione al Teatro alla Scala. Allianz Italia diventa sempre più milanese (la società assicurativa è la fusione tra l’italiana Ras e la tedesca Allianz) e da ieri è «fondatore permanente» della Fondazione scaligera e sborserà sei milioni di euro nei prossimi cinque anni (1,2 milioni di euro all’anno). L’annuncio è stato dato ieri dal sindaco Giuseppe Sala e dal sovrintendente Alexander Pereira al termine del consiglio di amministrazione della Scala.

La caccia al privato per far quadrare i conti del Tempio del Piermarini continua. Non a caso Pereirà sottolinea che «la Scala è il secondo teatro a livello mondiale per fondi raccolti dai privati. Il primo è il Metropolitan di New York, ma gode di un diverso sistema di sgravi fiscali: il 95% delle donazioni è deducibile dalle tasse». Il sovrintendente aggiunge che «su 125 milioni di euro di bilancio, abbiamo solamente 41 milioni di fondi pubblici che vengono da Comune, Regione e Stato, altri 39 milioni di euro arrivano dalla biglietteria e il resto dei finanziamenti proviene dai privati. Questo significa che la Scala ha più soldi privati che pubblici ed è una cosa importante per la sopravvivenza del teatro». Un concetto ribadito anche da Sala, il quale sottolinea che «il Comune già fa fatica ora a dare il suo contributo economico alla Scala. Più soldi arrivano dai privati, più il Governo, nella ripartizione dei fondi, può premiare chi è stato capace di raccoglierli». Una domanda, intanto, sorge spontanea: Allianz tirerà fuori i soldi in cambio di un posto nel cda scaligero? L’amministratore delegato Giacomo Campora nega: «Non abbiamo vincolato il nostro ingresso ad alcunché. Crediamo molto nel modello Milano». E il direttore generale di Allianz Maurizio Devescovi ricorda che «i 2.800 dipendenti si stanno trasferendo nella torre a CityLife» e che «la vecchia sede Allianz di corso Italia sarà riqualificata».

Sala, infine, affronta anche il problema del bagarinaggio dei ticket della Scala. Lo scorso novembre un addetto alla biglietteria è stato licenziato perché vendeva i biglietti ai bagarini. Cosa ha fatto da allora la Fondazione per evitare che casi del genere si ripetano? Il sindaco replica così: «Si sono evidenziate delle problematiche e si è intervenuti con provvedimenti, anche con licenziamenti e con l’uscita volontaria di alcuni dipendenti. È stato inoltre presentato un esposto alla Procura perché compia delle verifiche. La situazione non è tale da creare allarme ma proprio per questo bisogna intervenire tempestivamente».